Credevo di aver visto bene o male tutto sulla tragedia dello sterminio ad opera dei nazisti. Letto libri, studiato la storia, visto film, immagini, documentari, musei, ma mi sbagliavo.

Non hai visto niente sulla shoah fino a che non arrivi ad Auschwitz e Birkenau

Niente nella mia vita, delle mie esperienze passate, mi ha aperto gli occhi su questa tragedia come la visita ad Auschwitz e Birkenau.

Voglio farti un elenco delle 3 cose da sapere prima di visitare Auschwitz e Birkenau.

1. Come raggiungere Auschwitz e Birkenau da Crovia

Se andate a visitare Cracovia è molto semplice Raggiungere Auschwitz e Birkenau. Innanzi tutto c’è da sapere che, essendo un luogo della memoria, l’ingresso è gratuito!

Prenotate online la visita

Io ho acquistato la mattina stessa della partenza un biglietto nella stazione dei bus di Cracovia. Arrivato al museo sono riuscito a trovare posto per un tour con guida italiana al costo di 40 PLN, che sono circa 10 euro. Ammetto di aver avuto molta fortuna. L’affluenza di visite è molto alta, quindi se non volete avere sorprese prenotate online.

Il mio consiglio è prenotare online un tour con una guida. Ci sono molte agenzie che propongono questi pacchetti, anche con il trasferimento da Cracovia incluso.  I prezzi sono ragionevoli e si aggirano intorno ai 3o/40 euro.

Vi posso assicurare che vale la pena farlo con una guida per vivere a pieno questa esperienza. In generale sono tutti molto preparati e informati.

Tutto incluso nello stesso tour

Auschwitz-Birkenau è diviso in due campi: Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau. Ogni campo può essere visitato con tour di circa un paio di ore. I campi si trovano a 3,5 km di distanza 30 minuti a piedi. C’è una navetta gratuita che passa ogni 10 minuti, con cui io e i membri del mio gruppo abbiamo fatto il trasferimento.

Il mio gruppo contava circa 20 persone, abbiamo visitato prima Auschwitz e poi Birkenau. La guida è stata di una bravura incredibile.

2. Non ti rendi conto delle dimensioni della tragedia

Arrivando in questi luoghi ci si rende conto che il regime nazista è stato in grado di mettere in moto una macchina della morte di dimensioni inaudite.

Molte aziende hanno aumentato in modo esponenziale i propri fatturati grazie a questa tragedia. L’azienda che produceva i veleni utilizzati nelle camere a gas per l’uccisione dei deportati per esempio, e come questa molte altre. Ma ancora scienziati, architetti, chimici, dottori, capi di stato, tutti sapevano quello che stava succedendo lì e nessuno ha fatto nulla per troppo tempo.

Siamo tutti responsabili

Questo è l’elemento che mi ha scioccato. Camminando in questi luoghi ti rendi conto delle dimensioni di questo evento. Addirittura gli ebrei stessi che poi dovevano essere uccisi contribuivano al funzionamento dei campi di concentramento. Ma come poteva succedere questo?

Il tranello mentale che facevano innescare nella loro menti era questo. Nel campo di concentramento realizzi che la tua vita dipende dalla morte del tuo vicino. In molti casi la tua vita dipendeva dal pezzo di pane rubato al tuo vicino. Ed ecco che nella maggior parte di loro, si innescava un istinto di sopravvivenza che li portava a fare cose orribili.

La trappola dell’istinto di sopravvivenza

Quelli che non venivano uccisi subito, appena arrivati nei campi di concentramento, lavoravano per tenere in moto la macchina della morte più grande che l’umanità abbia mai visto. Questo li teneva attaccati ad una vana possibilità di sopravvivere e scampare a tutto quell’orrore, ma per molti di loro si è trattato solo di rimandare un destino ormai scritto.

Quella che risulta chiaro è che: non era solo Hitler il pazzo, non era solo la Germania ad aver creato tutto quell’orrore. L’umanità intera è stata responsabile, perchè molti sapevano e invece di fare qualcosa, hanno solo guardato immobili.

3. La macchina della morte più grande che l’umanità abbia mai visto

Birkenau è il luogo che più mi ha scioccato. Su 5 chilometri quadrati, fu costruito un complesso strutturale che aveva come unico scopo “uccidere civili”. Il tutto doveva accadere in modo organizzato, efficiente e limitando gli sprechi.

I forni crematori

Dall’ottobre del 1941 (quando entrò in funzione) furono uccise circa 1 milione e centomila persone solo a Birkenau. Principalmente ebrei, russi, polacchi, prigionieri di guerra, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova e zingari.

Dai camini dei 4, dove cremavano i prigionieri, uscivano intensi fumi bianchi descritti dai sopravvissuti “dall’odore dolciastro”. Erano attivi giorno e notte.

Forni crematori di Auschwitz

Una luogo senza speranze

Il binario dei treni, utilizzati per la deportazione, entravano direttamente nella struttura. Ogni giorno arrivavano migliaia di persone provenienti da tutta Europa dopo viaggi strazianti durati giorni in condizioni disumane. Molti di loro arrivavano già morti.

La selezione dei prigionieri

Si selezionavano per prima cosa i prigionieri che dovevano morire subito, che venivano direttamente accompagnati nei forni crematori. Quelli che invece potevano essere utili da impiegare all’interno del campo, venivano smistati nelle strutture dei dormitori dove vivevano in condizioni terribili. Per molti di loro, anche questo fu causa di morte.

4. Non sarai più la stessa persona

Credo non essermi mai sentito così visitando un luogo nel mondo. Una volta entrato dentro, ho avuto una strana sensazione, che mi ha coinvolto anche fisicamente. A volte sentivo come se facessi fatica a respirare, più si andava avanti con la visita e più mi chiedevo che razza di follia si fosse scatenata in quei luoghi.

Da fare almeno una volta nella vita

Sembra una frase una fatta, che forse avete già sentito molte volte, ma fidatevi, ogni essere umano su questa terra deve andare almeno una volta a visitare questi luoghi. La cattiveria umana in questi luoghi ha superato ogni limite. Ho fatto molta fatica a realizzarla nella mia mente.

Perché è importante andare a visitare questi luoghi

Il dolore che si è patito in quei luoghi e la sofferenza ti arrivano in faccia come una legnata. Non è certo la sensazione che tutti vorremmo sentire. Voglio dire, il mondo è pieno di posti dove poter stare bene. Ma allora perchè è importante per ognuno di noi vedere tutto questo?

Siamo ancora in pericolo

La risposta purtroppo ce l’abbiamo ogni giorno aprendo un qualsiasi giornale nelle pagine di cronaca e politica. Ancora oggi in Italia e nel mondo sentiamo di parlare di capi politici che inneggiano a slogan razzisti, ancora oggi le differenze sono motivo di persecuzione, ancora oggi il razzismo è più che mai un mostro attuale.

Qual’è lo scopo per un viaggiatore?

Viaggiare è crescere e aprire la mente. Questo luogo è come se fosse un acceleratore per la nostra crescita personale come viaggiatori ma soprattutto come individui.

Vorrei chiederti un favore, leggendo questo articolo, non fare un errore. Non pensare mai che questa tragedia possa essere una realtà che ormai non ci tocca più, e sai perchè?

L’errore della superficialità

Perché è stata proprio grazie ad un atteggiamento mentale di superficialità, che poi Hitler e i suoi pazzi seguaci sono riusciti a vincere le elezioni. Dovete sapere che, all’inizio della sua attività politica, per la maggioranza dei tedeschi, Hitler veniva considerato come un politico di buona istruzione ma irrilevante.

L’importanza della memoria

Condannate ogni forma di razzismo. A lavoro, a scuola per strada con il vostro vicino. Non permettere mai a nessuno di avere neanche il minimo pensiero di odio verso chi è diverso. Condannate sempre ogni forma di pensiero che porta all’odio per le differenze. Dobbiamo ricordare, conoscere e far sapere quanto è stato terribile quello che è successo in questi luoghi.

Non dimenticare e conoscere è l’unica arma che abbiamo contro l’ignoranza e la cattiveria umana.

Author

Luca De Angelis

2 thoughts on “3 cose da sapere prima di visitare Auschwitz e Birkenau

  1. Simone on Ottobre 22, 2018 at 8:41 am Rispondi

    Ci sono stato la scorsa estate e devo dire che la visita lascia addosso molta angoscia. La visita deve servire da monito per evitare che cose del genere possano ripetersi

    1. Luca De Angelis on Ottobre 22, 2018 at 11:23 am Rispondi

      Sonno d’accordo Simone. Si una visita impegnativa. Ma come dici te tutti dovrebbero andare almeno una volta nella vita proprio per questo motivo

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