Il sentiero degli dei

Come fare il sentiero degli dei sulla costiera amalfitana

Il Sentiero degli Dei ci fa viaggiare indietro nel tempo, fino ai miti dell’antica Grecia. Attraversa parte della Costiera Amalfitana. Meta ogni anno di migliaia di turisti. Il sentiero degli dei è tra le escursioni più belle in Italia.

Cos’è il sentiero degli dei

Il sentiero degli dei è una meravigliosa rete di antichi sentieri che collega piccoli villaggi tra loro e la campagna circostante. Avrete modo di passeggiare tra vigneti terrazzati e limoneti o su colline selvagge, godendo di numerosi scorci mozzafiato.

Il sentiero conserva ancora tutto il suo fascino che nella storia ha ispirato poeti e letterati. Italo Calvino ha descritto del Sentiero degli Dei com:

“quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

Proprio con questa frase, impressa su una targa in ceramica, inizia il percorso che rappresenta un vanto per l’intera Costiera Amalfitana. Il Sentiero degli Dei negli anni ha sempre conservato un aspetto selvaggio e la natura ha caratterizzato da sempre la bellezza di questo magico luogo. Nemmeno le intemperie sono riuscite a scalfire le rocce che custodiscono gelosamente la storia dei popoli che hanno attraversato e vissuto in questi luoghi.

Per gli escursionisti amanti della natura questo è un percorso della Costiera Amalfitana che non può mancare tra le vostre foto ricordo dei vostri viaggi.

Un sentiero tra natura e mitologia

In questo luogo sono stati trovati molti fossili marini molto antichi. Camminando lungo questo sentiero di capiterà spesso di lasciarti trasportare dalla fantasia. Ti sembrerà di sentire il rumore della nave di Ulisse che solca le acque azzurre del Tirreno e giunge verso queste meravigliose coste.

Il sentiero degli dei in alcuni tratti attraversa anche il bosco e poi lascia spazio alle stradine utilizzate ancora oggi dai contadini per lavorare i terreni. Infatti queste piccole strade non solo solo un itinerario turistico. In molti casi è la via più breve che collega gli incredibili orti a terrazza che negli anni gli abitanti del luogo hanno costruito. In estate sono accompagnati da muli carichi di frutta e ogni bontà offerta dalla terra. Questi territori sono incredibilmente fertili in tutta la costiera amalfitana.

Se il clima lo permette avrai anche la possibilità di avvistare le isole come quella di Capri. Spero che queste mie foto ti inizino a far gustare l’incredibile spettacolo che ti aspetta se deciderai di intraprendere questo viaggio nel cuore della natura mediterranea.

Informazioni utili per escursione sul Sentiero degli Dei

Ho pensato di darti delle informazioni  utili per permetterti di organizzarti al meglio per affrontare questa esperienza. Il sentiero degli dei si estende lungo la catena montuosa dei Monti Lattari che costituiscono un territorio tra i più suggestivi e celebrati nel mondo intero. La vista è imponente, ricca di precipizi scoscesi sopra le onde delle acque trasparenti di questo tratto di costa.

Su questi sentieri ti capiterà  contadine intenti a coltivare le proprie viti o per il giardinaggio o qualsiasi altra cosa. Sono sempre disponibili ad aiutarti e darti indicazioni quindi non avere timore di chiedere. Infatti la cosa che più mi è rimasta impressa sono i modi più gentili e cortesi dei locali. Con la loro disponibilità contribuiscono a farti sentire parte di questo spettacolo naturale.

Chi può percorrere il sentiero degli dei

L’area dei Monti Lattari offre un’esperienza di vacanza unica. L’itinerario si svolge nel silenzio della calma montuosa, con uno scenario di panorami mozzafiato, lontano dal traffico della costiera amalfitana. I sentieri attraversano luoghi di incomparabile bellezza, ricchi di storia e cultura. Il livello di difficoltà per questa escursione non è particolarmente elevato. Inoltre il sentiero  si può adattare ad ogni livello di esperienza, quindi sia esperti che neofiti possono partecipare.

Gruppi di giovani amanti della natura organizzano passeggiate ecologiche per i turisti interessati alla riscoperta delle origini della terra e del mare della costiera amalfitana.

Come arrivare e da dove iniziare il sentiero degli dei?

Consiglio di iniziare il percorso partendo dall’alto, per poi procedere verso il basso costeggiando la scogliera lungo il sentiero. In particolare la lunga passeggiata inizia da Agerola, dalla frazione di Bomerano, disposta a 650 metri sul livello del mare, poi attraversa località Nocelle, e prosegue attraverso l’antico percorso dei coloni ellenici fino a Positano.

Sono diverse le possibilità per percorrere questo sentiero. Dipende dal tuo livello di esperienza e da dove preferisci partire. Mentre cammini, ti imbatterai in altri escursionisti e altri gruppi, magari facendo la stessa camminata o magari nella direzione opposta.

Partire da Amalfi

Puoi prendere anche un bus che da Amalfi ti porta a Bomerano. Sull’autobus, dopo aver guidato innumerevoli tornanti e raggiunto il livello pianeggiante della piana di Agerola, per raggiungere la piazza principale di Bomerano, scendi alla terza fermata (ti conviene dire all’autista “Per favore, puoi arrivare fino alla fermata per Bomerano ? “)

Il sentiero inizia a circa 200 m fino dalla piazza principale. Ci sono delle indicazioni. Si scende fino a praiano passando per il Convento di San Domenico. La strada scende, passa su dei ponti, poi diventa cemento e in fine gradoni in pietra e terreno. Goditi la vista dei gradini, rimarrete sconvolti da come si è costruito in questi luoghi. Incontrerete anche la Grotta Biscotto, nella quale potete vedere case molto antiche.

Proseguite per il Colle la Serra e il sentiero si inserirà tra stradine all’interno di incredibile terrazze. Il sentiero è ben tracciato ma il mio consiglio è sempre quello di andare con un gruppo organizzato con guide esperte per evitare di perderti. Il percorso scenderà fino a positano passando per Praiano, altro gioiello della costa amalfitana.

Quando fare il sentiero degli dei

Non ti dimenticate di essere in uno dei luoghi più frequentati dal turismo in tutta Italia. Sicuramente non ti imbatterai nel caos del traffico dei grandi dei centri del turismo della costiera amalfitana ma comunque è un sentiero abbastanza conosciuto.

Il mio consiglio è quello di muoversi in stagioni non troppo turistiche come agosto e luglio per due motivi. Il primo motivo è che ti troverai a dover sopportare il caldo torrido. E anche se sei ad una quota alta, comunque non sarà uno facile riuscire a sopportare le temperature estive camminando. Il secondo motivo è che rischiate di trovare troppi turisti.

Le stagioni migliore secondo me sono luglio e settembre. Le temperature sono accettabili, la natura rigogliosa e non ci sono troppo turisti.

Le leggende del Sentiero degli Dei

Storie e leggende narrano di come il sentiero sia stato utilizzato da briganti, malviventi e contrabbandieri che qui trovarono rifugio, nascondiglio e sicurezza per l’inaccessibilità del luogo. Si narra di personaggi appartenenti al mondo fantastico chiamati i Fatati tra cui vi era ‘U Magio (il mago) che conservava, in questi luoghi su un enorme libro, testimonianze di lieti eventi e nefasti presagi.

Si racconta anche di una scrofa che, coi suoi sei piccoli, durante le notti di luna piena si trasformava in essere satanico incutendo paura ai malcapitati passanti.

La cultura contadina e rurale

È un passaggio questo, tra la costa e l’entroterra, che fin dall’antichità ha testimoniato, lungo tutto il suo percorso, quella cultura locale che tanto caratterizza questi luoghi: agreste, contadina e rurale.

Qui la gente, soprattutto gli anziani, vivono e lavorano ancora in sintonia col paesaggio naturale. A me è capitato di incontrare locali a dorso di muli o cavalli. C’è chi raccoglie e trasporta fascine di legna. Pensate che c’è chi ancora trasporta taniche di alluminio contenenti latte fresco di capra, percorrendo due volte al giorno l’intero sentiero.

 

Tutto ciò fa sembrare quasi come se il tempo non fosse mai trascorso. Un ritaglio di natura che ha vissuto fino ad oggi tra miti, realtà, storie e che è giunto integro fino ai nostri giorni con un patrimonio storico e culturale che ci invita a riscoprire da una parte le remote origini di quei nobili, fieri e liberi popoli marinari, mentre dall’altra evidenzia le radici della dura, paziente, ospitale ed orgogliosa gente di montagna.

Il sentiero tra miti leggende e incredibili panorami

Lungo il sentiero degli Dei vi sono anche delle sorgenti di acqua fresca e potabile e quando la fatica inizia a farsi sentire ecco che il borgo di Nocelle è pronto ad accogliere i viandanti. Da qui si vede benissimo l’isola Li Galli, dove le Sirene usavano il canto per trarre in inganno i marinai.

Solo Ulisse riuscì ad attraversare indenne il tratto di mare perché si era fatto legare all’albero della nave dalla maga Circe. Il viaggio prosegue verso Positano e i famosi 1700 gradini.

A Monte Pertuso (352 metri di altezza) si narra che sia stata disputata una battaglia tra la Madonna e Lucifero, anche le tracce di quella lotta sono impresse nella roccia che presenta un “pertuso”. In dialetto questo termine significa buco e pare che sia stata la Madonna ad affondare le dita nel cuore della roccia. In realtà si tratta di un fenomeno di erosione, già visto in altre zone della Costiera Amalfitana, che ha modellato le rocce come fossero sculture di pietra.

Spendere poco in Costiera Amalfitana

Spendere poco in Costiera Amalfitana

Quante volte avrai sentito dire questa frase: “Lascia stare, la Costiera Amalfitana è un posto solo per ricchi”. In questo articolo vi dimostrerò che non è esattamente così ed è possibile venire e riuscire spendere poco in Costiera Amalfitana.

C’è un fondo di verità rispetto a questa affermazione ma ci sono anche delle considerazioni da fare più specifiche. La prima cosa da dire è che la Costiera amalfitana è un posto meraviglioso con un incredibile storia e pieno di bellezze naturali che tutto il mondo ci invidiano. Proprio per questo motivo questa località è assaltata dal turismo tutto l’anno. Inoltre le strutture turistiche sul territorio non splendono per l’organizzazione. Quindi gli imprevisti saranno all’ordine del giorno. D’altro canto la conformazione del territorio particolarmente montuosa a picco sul mare non aiuta. Parliamo di strade e città costruite nel X secolo, quando questi luoghi conobbero il massimo splendore. I collegamenti non erano di certo stati pensati per smaltire e facilitare il traffico che oggi spesso blocca le strade di questo tratto di costa italiana.

Adesso che vi ho detto tutti gli aspetti “non troppo positivi” di questo posto, ora date un’occhiata a queste foto e capirete perchè nonostante tutto, vale la pena venire a godere di questo spettacolo della natura.

In questo articolo vi darò 5 preziosi consigli per godere della Costiera amalfitana limitando al minimo il rischio di spendere una fortuna e di evitare anche di incorrere in imprevisti tipici di questi soggiorni. “Low cost” e “Costiera Amalfitana” sono sono due parole che stanno benissimo insieme. Essendo un luogo molto turistico, non è semplice andare a risparmiare, ma vi posso assicurare che seguendo questi semplici 5 per spendere poco in Costiera amalfitana.

5 per spendere poco in Costiera amalfitana

1. Viaggiare in bassa stagione

Non penserete mica di andare a visitare Positano ad Agosto? Exclude subito questa opzione. Il numero di turisti che incontrerete sarà oltre ogni vostra immaginazione. Ovviamente più aumenta il numero di turisti più aumentano i prezzi e i disagi per fare praticamente ogni cosa. Inoltre viaggiando durante il periodo estivo andrete incontro anche ad un clima estremamente caldo e fastidioso. Quindi il mio primo consiglio è scegliere un periodo che non sia alta stagione. Marzo/Aprile Settembre/ottobre secondo me sono i periodi migliori.

In primavera i colori sono brillanti, l’aria è fresca ma il mare è freddo; meglio venire a fine settembre o all’inizio di ottobre, quando le serate sono balsamiche, l’acqua è ancora calda se volete farvi anche un tuffo nelle spiagge.

2. Dove mangiare

Contrariamente a quanto si possa pensare non vi sconsiglio di mangiare nelle città più famose, quali Amalfi Ravello o Positano. Ma più tosto vi darò un consiglio sul dove mangiare.

Mi è capitato più volte di fare ottimi pranzi in queste città molto turistiche mangiando nei tipici negozi alimentari. Avete capito bene! I piccoli supermercati offrono una grandissima varietà di prodotti, molti di essi tipici del luogo. Ho mangiato dei panini meravigliosi assaggiando formaggi tipici, pomodori secchi, verdure sott’olio spendendo pochi euro. Se poi siete in cerca anche di un posto con una bella vista dove godervi il vostro pasto in costiera amalfitana avete solo l’imbarazzo della scelta.

Per quanto riguarda invece pasti più sostanziosi vi consiglio di allontanarvi dai centri più turistici. State solo attenti a non fermarvi in questi bar/ristoranti al centro di Amalfi o Positano fatti a posta per attirare “turisti ingenui”. La qualità dei piatti non sarà eccellente e il prezzo sicuramente eccessivo. Ho mangiato, invece, una sera dell’ottimo pesce a Vietri in un ristorante di medio alta qualità e ricordo di aver pagato veramente un prezzo onesto.

3. Come muoversi

Questo sarà uno dei tasti dolenti del vostro soggiorno (e del vostro portafogli soprattutto) se non farete molta attenzione. Se volete spendere poco in Costiera Amalfitana quando prenotate il vostro alloggio la prima cosa a cui dovete fare attenzione è che il parcheggio sia incluso e gratuito. A Sorrento, Amalfi, Positano e Ravello i parcheggio arrivano anche a costare 6€ l’ora. Questo vuol dire che veramente rischiate di spendere tutto il vostro budget in parcheggi trascorrendo più di qualche giorno in giro.

Anche la soluzione di avere un auto a disposizione non sembra essere la scelta migliore. Oltre ad essere pericoloso, a causa del traffico e della condizione delle strade strette e piene di curve, si rischia comunque di pagare molto per posteggiarla. Quindi adesso vi starete chiedendo: e quindi, qual’è il tuo consiglio?

Il mio consiglio è molto semplice. Se ne avete la possibilità, andate in macchina, assicuratevi di avere un alloggio con parcheggio gratuito incluso e vicino ad una fermata per i mezzi pubblici. In questo modo avrete la possibilità di muovervi con i mezzi per evitare di avere lo stress di guidare nel traffico nelle ore più caotiche del giorno ed eventualmente di guidare la sera per essere più liberi e meno condizionati dagli orari dei mezzi pubblici. Vi sconsiglio i motorini, sempre per il discorso della pericolosità delle strade, a meno che non siete degli esperti  motociclisti.

Non dimenticate di valutare la possibilità di spostarvi anche via mare con i traghetti. I prezzi sono più alti dei bus ma non avrete il rischio di incontrare traffico. Inoltre non dimenticate che la costiera amalfitana si estende su un territorio molto lungo.

4. Dove alloggiare per spendere poco in Costiera Amalfitana

Per questo aspetto vi consiglio di evitare quando prenotate il vostro alloggio le mete più turistiche e ambite se volete spendere poco in Costiera Amalfitana. Vi consiglio invece Vietri. Non molto centrale ma comunque una cittadina molto carina da visitare sulla costiera, anche se decidete di spendere qui un pomeriggio. Il mare è molto carino e il suo delizioso centro storico vi sorprenderà. I costi sono nettamente inferiori rispetto ad altri centri più turistici.

Se siete un gruppo numeroso sarete sicuramente avvantaggiati se volete limitare i costi per il vostro alloggio. Molti di essi, ad esempio, prenotati su airbnb fanno lo stesso prezzo per una notte, sia se siete in 4 che in 6. Un’altro consiglio che posso darvi è di mettervi in contatto diretto con i vostri host. Di solito sono molto disponibili e propensi a venirvi incontro su ogni vostra richiesta, quindi approfittatene, e godetevi lo spirito di ospitalità campano.

5. Consigli Utili

Viaggiando in costiera amalfitana dovete tenere conto che gli imprevisti potrebbero essere frequenti. Quello che vi posso consigliare quindi è di rimanere sempre molto larghi con gli orari quando organizzate le vostre giornate.

Programmate di visitare Positano Amalfi e Ravello ma non concentratevi troppo su queste città. La costiera offre molto e sono molto le attività e i luoghi nascosti che potete visitare. Io sono rimasto molto sorpreso da questa chiesa Sant’Eustachio.

Un antico rudere di una chiesa arroccato su un promontorio. Vi aspetta una breve camminata in salita piuttosto ripida. Ma lo spettacolo una volta arrivati su è garantito. (foto in basso)

Se siete degli amanti dell’escursionismo e della natura più selvaggia fate Il sentiero degli Dei. Secondo me questo è anche un modo per spendere poco in Costiera Amalfitana. Credo sia anche molto autentico e sono sicuro vivrete un’esperienza indimenticabile in questi luoghi. In questo articolo vi parlo del “Sentiero degli Dei”. Un meraviglioso percorso tra strapiombi rocciosi stradine tortuosamente, uliveti, terrazze di limoni e villaggi arroccati sulle rocce, il tutto sullo sfondo di un mare azzurro scintillante.

Adesso siete pronti per godervi al massimo questo spettacolo della natura che tutto il mondo ci invidia e devo dire in conclusione che nonostante tutto vale la pena venire a godere di questi panorami. Sarà un’esperienza che non dimenticherete troppo facilmente.

Cosa vedere a Pompei – Una fotografia dell’epoca Romana

Come arrivare?

La famosa Pompei si trova a 150 miglia a sud di Roma, non lontana da Napoli. Ti darò dei consigli utili per visitare Pompei questo sito archeologico italiano di enorme importanza. In molti decidono di  unire in un unico viaggio la visita a Pompei e sul Vesuvio, il famoso vulcano che distrusse la città. I collegamenti sono semplici e diretti. Per venire a Pompei puoi arrivare a Napoli con un treno veloce che dista circa 70 minuti da Roma.

Una volta a Napoli, scendi alla stazione Circumvesuviana. Puoi acquistare i biglietti direttamente la per la visita agli Scavi di Pompei. Circa 3 euro il costo del biglietto. Arrivati alla fermata di Pompei Scavi, scendete, uscite dalla stazione, girate a destra e camminate per circa 60 metri fino all’ingresso delle rovine. Decisamente semplice da raggiungere.

Consigli utili per visitare Pompei

L’intero sito è anche molto esposto al sole con zone di ombra limitate, quindi è imperativo portare con te crema solare, un cappello e acqua. Ovviamente se decidete di visitarle nelle stagioni più calde dell’anno. Assicurati quindi di procurarti i rifornimenti nelle numerose aree di ristoro all’esterno prima di entrare nel sito archeologico.

Le strade lungo il sito archeologico sono lastricate con grandi pietre irregolari. Risultano quindi poco pratiche per sedie a rotelle e passeggini.

La storia di Pompei

Dopo avervi dato qualche consiglio su come arrivare a Pompei ti parlerò anche della sua storia e perchè questo luogo è così speciale. Pompei fu originariamente stabilita intorno al VII secolo AC dai popoli Oscan. La città era un centro portuale in posizione privilegiata per il commercio e l’agricoltura. Le prime eruzioni vulcaniche del Vesuvio hanno generato un terreno molto fertile che hanno poi permesso agli abitanti di avere floride coltivazioni di uva e ulivi.

Nel V secolo la città fu conquistata dai Sanniti e in seguito fu conquistata dai Romani. Divenne una colonia romana ufficialmente nell’80 AC chiamata Colonia Veneria Cornelia Pompei. Era un polo commerciale importante per l’impero ma anche rinomata meta turistica per i nobili romani.

La tragedia dell’eruzione

Il 24 agosto del 79 dc il Vesuvio eruttò.

Gli scienziati stimano che 1,5 milioni di tonnellate di cenere e roccia siano sparite dal vulcano ogni secondo.

La nuvola di cenere probabilmente torreggiava per oltre 40 km sopra la montagna. Alcuni abitanti riuscirono a fuggire, ma per la maggior parte la tragedia fu fatale.

Le stime ci dicono che oltre 16.000 persone persero la vita. Oltre a Pompei furono investite dalla tragedia anche le città limitrofe al vulcano come Ercolano.

Oggi il Monte Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale ed è considerato uno dei vulcani più pericolosi del mondo.

Questa immane tragedia ci ha lasciato un patrimonio inestimabile. Come il Vesuvio ha distrutto Pompei allo stesso modo ha anche preservato un’immagine dell’epoca romana.

Questo perchè la città fino al I sec DC aveva un ruolo centrale per la società del tempo. Se avessi vissuto in questa epoca, avresti probabilmente sperato incontrare l’imperatore Caligola nella sua villa di lusso oppure avresti potuto fare un giro nei mercati della città o nei moli industriali di Pompei.

Effettivamente visitando questi luoghi non è così difficile immaginarlo, visto quanto questi reperti si siano conservati bene.

La popolazione di Pompei

I suoi abitanti erano un misto di nobili facoltosi, professionisti, commercianti e schiavi.

Dalle iscrizioni sappiamo che in questa città hanno vissuto fornai, mercanti, nobili importanti, politici stimati, raccoglitori di uva, prostitute e gente appartenente ad ogni tipologia di classe sociale.

La recente decifrazione delle tavolette delle scritture di Ercolano ci suggeriscono che oltre la metà della sua popolazione era schiava. Questo ci rivela la natura abbastanza ingiusta della società romana.

Le pendici del Vesuvio erano conosciute per i suoi terreni fertili e il vino di Pompei era tra le più importanti merci di esportazione del territorio. Sono stati addirittura rinvenuti dei barattoli di vino pompeiano giunti fino in Inghilterra.

I giorni prima dell’eruzione

Purtroppo, quello che ci risulta dalle ricostruzioni, è che la popolazione era totalmente ignara del pericolo che stavano correndo. La città era stata gravemente danneggiata da devastanti terremoti 15 anni prima dell’eruzione. Nessuno però aveva mai ipotizzato una connessione tra questi due fenomeni naturali. La popolazione di Pompei infatti, pensava che non ci fosse nulla da temere alle pendici del vulcano.

La scienza romana, ancora non sapeva che i terremoti potessero essere dei segnali di imminenti eruzioni.

Le testimonianze dei giorni precedenti all’eruzione ci arrivano da un facoltoso romano chiamato Plinio il Giovane. Plinio scrisse, infatti, che nei giorni precedenti all’eruzione vi furono diversi terremoti.

Anche quando videro per la prima volta il fumo che saliva dalla cima della montagna, non avevano ancora idea di cosa sarebbe successo. Non riuscivano a immaginare le dimensioni della tragedia che da li a poco si sarebbe consumata.

Perché Pompei è così importante?

Pompei è una città importante in quanto ci ha dato una quantità incredibile di informazioni sulla civiltà romana antica.

I siti storici di tutto il mondo hanno spesso diversi strati che raccontano del loro passato antico. Le città spesso si basano sui resti di vecchie case o muri. Questo ci ha dato informazioni sulle varie epoche a seconda degli strati.

Spesso però, nelle antiche città romane ritrovate, i materiali da costruzione hanno subito cambiamenti nel tempo. Spesso la costruzione dei nuovi edifici nel tempo, distrugge oggetti più antichi. Questo ha causato in molti casi la perdita di alcune informazioni importanti per la ricostruzione storica.

 

Lo stato di conservazione dei reperti a Pompei

A differenza degli altri siti storici, le aree sepolte dal Vesuvio con la lava e i materiali vulcanici hanno fatto in modo di conservare in stato quasi intatto le città.

Scavando, con gli anni, siamo riusciti a ricostruire informazioni che mai era stato possibile avere in altri scavi. Pompei rispetto alle altre città ricoperte dalla lava è la più facile da scavare. Questo per due motivi. Il primo è che l’avanzamento degli scavi non necessita la distruzione di edifici moderni esistenti, essendo in una zona abbastanza isolata. Il secondo motivo è che la composizione del materiale vulcanico che si è posato su Pompei per differenti processi chimici risulta più friabile e quindi facilmente removibile rispetto ad altre aree.

Ercolano, ad esempio, è una città vicina a Pompei. Anche essa ci ha restituito un incredibile quantità di informazioni preziose risalenti all’epoca romana. Ma è rimasta sepolta sotto 20 metri di materiali vulcanici molto difficili da rimuovere.

Pompei invece ha 6 metri di materiali e più friabili. Da questa città sono stati portati alla luce mosaici, affreschi, scritte murali e elementi architettonici di Edifici. Alcuni di essi sono stati portati alla luce in perfetto stato di conservazione. Molti di essi sono conservati ed esposti nei musei.

Lo splendore di Pompei

La città di Pompei era una ambita meta di vacanze per i romani. Si stima che tra le 10.000 e le 20.000 persone vivessero in questa località. Un numero elevato considerando il periodo storico. Molti ricchi romani avevano case vacanza a Pompei e soggiornavano la solo durante i caldi mesi estivi.

Pompei era una tipica città romana. Su un lato della città c’era il foro dove si svolgevano gran parte degli affari della città. C’erano anche i templi dedicati a Venere, Giove e Apollo.

Un acquedotto portava l’acqua nella città per essere utilizzata nei bagni pubblici e nelle fontane.

I ricchi avevano persino acqua corrente nelle loro case.

Il popolo di Pompei era dedito ai divertiti. Nella città sorgeva un grande anfiteatro che poteva ospitare circa 20.000 persone per giochi dei gladiatori. C’erano anche diversi teatri dedicati alle rappresentazioni teatrali, celebrazioni religiose e concerti musicali.

La giornata tipica dei Pompeiani

Gli scavi archeologici di Pompei ci hanno lasciato un’eccezionale fonte di informazioni sulla vita quotidiana degli abitanti di Pompei e dell’Impero Romano sotto il dominio dell’imperatore Tito.

Gli storici hanno scritto della vita quotidiana in epoca romana come una routine che non era diversa da quella dei nostri nonni. La vita era fatta di azioni semplici e lontana dalla nostra vita stressante e frenetica.

Lo stile di vita dei Pompeiani

Poiché non c’era elettricità, la gente doveva vivere secondo i “ritmi” del sole. Si alzavano molto presto al mattino per iniziare il loro lavoro. Solo poche case avevano acqua corrente, quindi molti cittadini dovevano andare a prendere l’acqua nelle fontane pubbliche.

L’acqua era un bene molto prezioso, questo è il motivo per cui veniva usata con grande parsimonia.

Per la loro cura personale e per lavarsi, i Romani andavano alle terme. Per colazione, mangiavano pane e formaggio, magari con verdura o altro. I negozi del barbiere si aprivano all’alba: questi negozi erano anche un posto dove chiacchierare e rilassarsi.

Questo era il momento della giornata dedicato al relax. A volte i ricchi nobili offrivano alla città un’esibizione di gladiatori e così la gente andava all’anfiteatro.

Questo era uno show molto crudele e violento: non avremmo modo di apprezzarlo oggi. Alcuni studiosi considerano lo spettacolo dei gladiatori e le loro esibizioni come le partite di calcio di oggi.

I bagni termali di Pompei

Erano economici e anche gli schiavi potevano usarli. Questo era il modo migliore per permettere a tutti di lavarsi, in un periodo durante il quale pochissime case erano fornite di acqua corrente. L’aspettativa di vita media durante questo periodo era circa di 35 anni.

I romani non potevano sapere che la scoperta più importante per la salute umana era l’igiene.

Oggi non riusciamo a capire perché siano passati dall’acqua calda all’acqua fredda. Ma i bagni termali non erano solo considerati come moderne beauty spa. Erano anche il luogo dove si discuteva di affari e politica. Le persone si dedicavano anche all’attività fisica in queste strutture. Famoso il detto romano: “mens sana in corpore sano”.

 

Poco prima del tramonto i romani si dedicavano alla cena. Mangiavano olive e uova per chi poteva permetterselo o anche pesce, carne e dolci. Dopo il tramonto non avevano molte possibilità di intrattenimento. Le strade non erano un posto sicuro. Per questo si andava a letto presto.

L’Anfiteatro di Pompei è più antico del Colosseo a Roma

L’Anfiteatro di Pompei è il più antico anfiteatro in pietra secondo i ritrovamenti fino a oggi.

Infatti il primo anfiteatro in pietra fu costruito a Pompei intorno al 70 AC ed è di forma ovale, con sedili a gradini disposti lungo la circonferenza. Il terreno scavato per l’arena è stato inclinato per formare i posti a sedere, stabilizzato a sud e ad est dalle mura della città.

Il Colosseo, è stato costruito più di un secolo e mezzo dopo e non c’è una struttura sotterranea sotto l’arena a differenza di questo a Pompei. L’iscrizione in uno degli ingressi ci fa capire che questa struttura fosse conosciuta con la parola di Spectacula; il termine Amphitheatrum è entrato in uso successivamente solo ai tempi di Augusto.

 

Lo struttura dell’Anfiteatro

L’anfiteatro era situato nella parte orientale della città, posizionato contro il terrapieno che riempiva l’angolo delle mura della città. È visibile anche una parte delle strutture che sorreggono le tende per proteggere gli spettatori dal sole. Le scalinate erano divise in aree a seconda della classe sociale del pubblico. Ad esempio avresti avuto il tuo posto riservato se avessi fatto parte dell’aristocrazia Pompeiana.

Gli scavi di Pompei

La città di Pompei fu sepolta e persa per molti anni. La gente l’aveva totalmente dimenticata.

Tutto questo fino al 1700 quando gli archeologi iniziarono a scoprire la città. Hanno trovato qualcosa di incredibile.

Gran parte della città è rimasta conservata sotto le ceneri. Edifici, dipinti, case e laboratori che non sarebbero mai sopravvissuti in tutti questi anni se non fossero rimasti sotto il materiale vulcanico. Questo è il motivo per cui gran parte di ciò che sappiamo sulla vita quotidiana nell’Impero Romano viene proprio da Pompei.

Da quando fu scoperta nel 1748, si è iniziato a scavare. Ormai gli scavi durano da oltre 250 anni. Come puoi immaginare le informazioni che si sono riuscite a reperire sono innumerevoli.

Questo oggi ci permette anche  di raccontare “una storia nella storia”.

Per farti capire come sono cambiati i tempi dal 1819 quando iniziarono gli scavi ti racconterò un piccolo aneddoto. Quando il Re Francesco I di Napoli visitò la prima mostra di Pompei con sua moglie e sua figlia, fu così imbarazzato dalle opere d’arte erotiche che decise rinchiuderle in un’area segreta, accessibile solo a “persone di età matura e morale rispettata“.

Nei secoli si sono anche succedete nuove tecniche di scavo e conservazione dei reperti.

In alcuni casi, per i primi reperti rinvenuti, si sono anche causati danni irreversibili. Questo è dovuto alla non conoscenza delle tecniche di conservazione e recupero delle opere antiche. Per alcuni oggetti infatti si è gravemente compromessa la loro conservazione nel tempo.

Studiosi di tutto il mondo sono arrivati a Pompei per osservare e contribuire alla scoperta delle informazioni per ricostruire la vita durante queste epoche lontane.

Le nuove frontiere dell’archeologia

Tra gli studi più interessanti che si stanno portando avanti c’è quella della rigenerazione della biodiversità dell’epoca romana. Attraverso i ritrovamenti dei semi e del DNA dei vegetali si sta cercando di ricostruire la biodiversità dei giardini delle antiche ville pompeiane. Questo è un’altro dei tanti spettacoli che abbiamo la possibilità di ammirare a Pompei.

Gli studi più recenti hanno quindi dimostrato che nella città c’era una grande varietà di alberi, fiori ed erbe. È stato stimato che almeno un quinto dell’intera città era spazio dedicato al verde.

In un’area del sito archeologico si sta anche coltivando un vigneto cercando di ottenere le caratteristiche del frutto dell’epoca. Il vino inoltre è realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa.

Ogni anno quindi si produce il pregiatissimo vino Villa dei Misteri. Questa è la villa antica dove vengono portati avanti questi studi. Se sei un appassionato ti posso dare anche qualche informazioni in più:

Vino Villa dei Misteri – Vino Rosso IGT
Prezzo: €80,00/€250,00
VIGNETO: In conduzione all’interno degli Scavi archeologici di Pompei
TERRENO: Vulcanico, sciolto, ricco di elementi minerali e lapilli

Gli ultimi scavi rinvenuti a Pompei

La quantità di reperti che si è trovato in questa area è enorme. Spesso sentiamo notizie di nuovi ritrovamenti in questo sito archeologico che a quanto pare ha ancora molto da nascondere.

La notizia è sempre eclatante perché in tutti i casi i ritrovamenti sono rinvenuti in perfetto stato di conservazione tra gli ultimi abbiamo “il primo calco di un cavallo con gli scavi di una villa suburbana” (fonte foto).

E ancora un’altro importantissimo reperto magnificamente conservato.

Il ritratto di Leda, la bellissima regina di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove, il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno. (fonte)

 

 

 

Cosa vedere a Budapest

6 cose da vedere a Budapest

Eccola la perla del Danubio, Budapest, la città di cui molti hanno decantato pregi e bellezza. La capitale ungherese suscita una fisionomia controversa ma forse è proprio questo aspetto che la rende così affascinante. Ho deciso di parlarvi di 6 cose da vedere a budapest. Sono le cose che più mi hanno colpito della città e vi spiegherò anche il perchè.

La città è storicamente divisa in due entità ben distinte. Buda sulla riva destra e Pest su quella sinistra. A ovest possiamo osservare quindi le colline verdeggianti di Buda e l’imponente castello. Dall’alto la meravigliosa vista del Danubio nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Sarò onesto, a volte girando per questi quartieri si avverte un carattere che definirei artificiale. Molti monumenti durante le guerre e i conflitti che ha vissuto la città sono stati totalmente distrutti e recentemente ricostruiti sulla base dei vecchi.

Dall’altro lato invece c’è Pest, la città austroungarica per eccellenza. Pest perde quel tono invece di città museo che hanno assunto molte città Europee. Molti quartieri come quello Ebraico non hanno subito quella ricostruzione turistica che invece è molto visibile e Buda.

In generale in tutta la città si vedono nuovi edifici fiammanti con un carattere antico, e spesso anche costruzioni fatiscenti e abbandonate. Si percepisce che la città, dopo un periodo di stallo, il tempo di riprendersi dalle atrocità della guerra e dalla dominazione russa, ha recuperato un spirito energico e vitale.

1. Il parlamento

L’imponente Parlamento di Budapest fa parte di quella serie di edifici costruiti per contrastare la magnificenza delle grandi città Europee con le quali Budapest rimane una ottima concorrente tra le città più belle di Europa.

Da notare la parte alta delle facciate di questo edificio. La varietà architettonica di tutti gli edifici di questa città vi lasceranno sorpresi dalla ricchezza di dettagli elementi e decorazioni suggestive. Un esempio unico di neogotico che sovrasta il Danubio e che guarda dall’altro argine la città di Buda con imponenza.

2. Castello di Buda

Eretto nel XIII secolo, ampiamente rimaneggiato sotto gli Asburgo e ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’imponente castello domina le colline a circa 50 metri dal livello del Danubio. Ospita la Galleria Nazionale Ungherese, interamente dedicata all’arte nazionale del paese.

L’edificazione del castello risale al 1270 quando Béla IV decise di far costruire una fortezza in questo luogo per difendere Buda dall’invasione Mongola. Il castello fu ampliato poi dalle dinastie reali successive e conobbe il suo massimo splendore con Mattia I Corvino nel 1490. Questo sovrano di grande cultura dedito alle arti e alle scienze apporto delle modifiche che diedero all’edificio un carattere rinascimentale.

In fine gli asburgo decisero di fare di questo luogo la loro dimora costruendo imponenti elementi di architettura barocca.

3. Colline di Buda

A ovest della città si apre per qualche chilometro lontano dal caos un meraviglioso angolo verde della città. Se vi piace camminare nel verde non potete non fare una passeggiata tra queste adorabili colline che sovrastano la città dalla quale si gode di un panorama mozzafiato.

Sentieri attraverso un bosco, aree attrezzate per i picnic e stupendi scorci panoramici sul Danubio e sul resto della città vi regaleranno un momento indimenticabile della vostra visita a Budapest.

Salendo in alto a queste colline si arriva al parco delle statue. Potrete godere di queste imponenti statue erette durante il periodo del regime comunista. Erano monumenti che dovevano servire a glorificare e impersonificare gli aspetti importanti del periodo. Gli elementi che vengono rappresentati sono il movimento operaio, l’amicizia sovietico-ungherese e la brigata ungherese durante la guerra di Spagna.

4. Sinagoga di Via Dohàny

La più grande sinagoga di Europa seconda al mondo solo dopo il tempio di Emanu-El a New York. Fu costruita intorno ale 1850 e 1860 e può accogliere fino a 3000 persone.Lo stile è bizantino moresco ed è composto da pregiati mattoni colorati e decorato con ceramiche.

L’edificio è sormontato da due grandi torri a bulbo simili a minareti. L’interno ha un carattere sontuoso con gallerie a due piani realizzate in legno. L’interno è illuminato da questi enormi lampadari che ho scoperto pesare 1.5 tonnellate ciascuno.

In fondo alla sinagoga si nota una ricca decorazione di colori caldi. La volta e l’arca dell’alleanza che custodiscono la Torah in modo particolare.

Costeggia l’edificio il giardino della memoria dove riposano circa 2mila persone. Dietro l’edificio c’è un monumento dedicato alla memoria degli ebrei ungheresi morti durante la seconda guerra mondiale, un grande salice piangente in acciaio. All’interno della Sinagoga anche il museo ebraico dove sono conservati preziosi oggetti della storia della comunità ebraica ungherese.

5. Chiesa di Mattia

In origine si chiamava nostra signora assunta. Poi diventata Chiesa di Mattia in onore del re Mattia corvino che oltre a fare ampliamenti si sposò in questa chiesa. La chiesa ha subito molti ampliamenti negli anni. I turchi che dominarono Buda la trasformarono anche in moschea e coprirono le pareti con tappeti. Successivamente donata nuovamente alle armate cristiane che conquistarono la città alla fine del 1600.

Nel 1867 l’imperatore d’austria Francesco Giuseppe I e sua moglie Elisabetta (Sissi) furono incoronati sovrani d’Ungheria. Il re decise di ricostruire la chiesa con un aspetto gotico. Dopo la Seconda Guerra Mondiale i lavori si protrassero per ancora molti anni portandolo ad un antico splendore che possiamo oggi godere.

I tetti della chiesa sono rivestiti di belle tegole policrome verniciate. L’effetto è assolutamente suggestivo e caratterizza la vista di questo edificio religioso. Una copertura piuttosto comune nel XV secolo che vi capiterà di vedere spesso soprattutto a Budapest.

Oggi questa chiesa e la piazza che la circonda è una delle attrazioni più visitate di Budapest e si trova all’interno del bastione dei pescatori. Come in quasi tutte le colline di Buda anche da questo luogo si può godere della bellissima vista del Danubio e della città di Pest con il Parlamento che domina questa vista. Questo complesso che include la Chiesa di Mattia è in stile neoromanico, costruito per celebrare i mille anni della città ma mai servito come opera difensiva. Vi sembrerà di stare in un racconto delle fate.

6. Ruin bar – Szimpla Kert

Se volete visitare dei posti veramente unici e speciali è proprio qui che dovete andare. Ogni cianfrusaglia in questo luogo è un’opera d’arte. La tradizione dei Ruin bar a Budapest è antica che affonda rappresenta a pieno questo fascino dell’antico e del distrutto che diventa affascinante e interessante da visitare.

Nei primi anni 2000, la parte interna del VII distretto era composta solo da edifici fatiscenti e abbandonati.

Lo storico quartiere, divenne fatiscente nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, dopo la deportazione di 10.000 ebrei.  Nel 2002, i ragazzi di Szimpla hanno aperto il primo locale su Kertész utca – dove oggi troverete il Café Szimpla. Questo ha segnato l’inizio dei leggendari “ruin bar” a Budapest, che molti di voi già conoscono.

Szimpla er un piccolo esperimento, un bar allestito in un edificio abbandonato che offre bevande a prezzi accessibili per il pubblico giovane e creativo di Budapest.

Szimpla è diventato oggi un centro bohémien. L’edificio fatiscente è stato arricchito con il design decadente degli oggetti in disuso e mobili d’epoca. Il caos e l’eclettismo l’hanno trasformato in uno dei bar più famosi del mondo.

Come Szimpla a Budapest ci sono molti altri ruins bar che hanno adottato lo stesso concept sfruttando questi edifici fatiscenti e abbandonati in disuso.

 

La città dal fiorente declino

Dopo anni di splendore dovuto al fiorente periodo degli imperi austro-ungarici la città di Budapest ha attraversato degli anni molto bui a causa del terrore portato dalla dominazione nazista. Inoltre la devastazione causata del secondo conflitto mondiale ha distrutto parte degli edifici più belli della città.

Nel periodo comunista un veloce e improvviso processo di industrializzazione ha ammassato alla maggior parte della popolazione ungherese nella capitale causando grandi problemi al sistema urbanistico e di inquinamento.

Dopo la caduta del muro di Berlino la città riprende finalmente a vivere con importanti opere di ricostruzione che hanno riportato alla luce edifici storici e opere che l’hanno resa una città più vivibile e moderna.

L’obiettivo è quello di creare un ambiente migliore in perfetto accordo con la natura, sull’esempio dell’arte popolare ungherese. Una città che vive di contrasti tra il vecchio splendore, i dolorosi segni del passato e la voglia di rinascere ripartendo dalle cicatrici del passato.

 

 

Cosa vedere nell’Irlanda del Nord

Antrim’s Giant’s Causeway è una storia della scienza lunga 60 milioni di anni. Un luogo che per anni ha stimolato la creatività e la fantasia degli Irlandesi che hanno inventato incredibili leggende. Quindi se vi state domandando cosa vedere in Irlanda del nord il Giant’s Causeway è sicuramente una tappa da non perdere.

Vi Spiegherò anche come andarlo a visitare partendo direttamente da Dublino in un solo giorno.

Dove hanno girato la serie di Game of Thrones

La Antrim Coast Road è stata in molte occasioni protagonista delle scenografie della serie “Game of thrones”. Il Dark Hedges e il castello di Dunlace per esempio vi faranno tornare in mente molti scenari della famosa serie.

Per chi ha visto questa serie e deciderà di visitare questi luoghi vi capiterà spesso di chiedervi “ma sono davvero finito nel regno dei GreyJoy?”

Per i più coraggiosi non lontano da qui ci sarà la possibilità di visitare anche Carrick-a-Rede.

Questa isola, immersa nel tipico scenario fatto pianure verdi e di scogliere che entrano a picco nel mare blu, è collegata alla terra ferma con un ponte in corda a 100 piedi (30 metri). Un esperienza emozionante che vi toglierà il fiato per qualche minuto.

Vi svelerò tra poco, anche come visitare questa attrazione nello stesso tour.

L’attrazione più popolare dell’Irlanda del Nord

Ora torniamo al Selciato die giganti. La descrizione di questo luogo può sembrare la descrizione di qualcosa di magico. Una parete di un canyon verde che si inclina in un insieme di formazioni di roccia vulcanica che sono completamente surreali: tubi esagonali quasi perfetti, impilati uno accanto all’altro come pezzi di un puzzle.

La natura continua a stupirci, infatti il cammino dei giganti è il risultato di un’eruzione vulcanica 60 milioni di anni fa.

Bene, ci sono due linee di pensiero su quello. Il primo riguarda un certo gigante di nome Finn McCool. Ma vi spiegherò meglio seguendo questa lettura.

Le famosa leggenda dei giganti dell’Irlanda del Nord

Il gigante scozzese Angus stava minacciando l’Irlanda. Il gigante Irlandese Finn, sentendosi minacciato, si arrabbia molto e inizia ad afferrare i pezzi della costa di Antrim e li lancia in mare. La roccia serviva a creare un percorso che poi avrebbe usato per raggiungere il suo nemico Angus per dargli una sonora lezione.

Ma questo si rivelò cattiva idea. Infatti Angus era un gigante terrificante e massiccio molto più di Finn.

Quando Finn si rese conto di quanto potesse essere difficile batterlo, batté in una ritirata frettolosa. Arrivato di nuovo in Irlanda cadde in un sonno profondo stanco per l’impresa appena compiuta.

Angus nel frattempo aveva sentito che un gigante era andato la per sfidarlo quindi decise di vedere chi aveva osato pensare di sfidarlo per sconfiggerlo. Quindi arrivò in Irlanda per sfidare questo gigante percorrendo lo stesso sentiero trovò una inaspettata sorpresa.

La moglie di Finn architettò un abile stratagemma per salvare il suo amato compagno. Pensò di camuffare suo marito, ancora dormiente, da bambino. Quando l’adirato Angus arrivo sulle coste Irlandesi e vide il bambino, pensò che se il bambino fosse così grande, il papà deva essere davvero enorme.

Fu così che scappo anche lui spaventato da quelle che potevano essere le sue sorti di questo combattimento. Per paura che un giorno il suo rivale potesse raggiungerlo, durante la sua fuga distrusse il percorso che collegava queste due terre divise dal mare.

La spiegazione a questa leggenda viene dal fatto che questo fenomeno geologico vulcanico interessa anche la parte della coste scozzesi di fronte alle quelle Irlandesi.

Furono proprio i piedi e le mani dei giganti a scolpire questo roccia in modo così singolare. Paesaggi mitici, racconti magici.

Cosa dice la scienza del Giant’s Causeway

Il “The Giant’s Causeway” è la conseguenza di un impatto di combustione e raffreddamento di materiali vulcanici. Questo impatto ha generato oltre 40.000 colonne di basalto che creano questo effetto naturale assolutamente spettacolare.

Non c’è da meravigliarsi che questo posto sia un sito patrimonio mondiale dell’Unesco perché al di là della bellezza di questa costa, la Causeway è una finestra sulla formazione antica della Terra.

Per secoli innumerevoli visitatori si sono meravigliati della maestosità e del mistero del Giants Causeway.

Gita fuori porta a Dublino

Per caso girando tra le strade di Dublino ho notato una locandina che parlava di un escursione di un giorno verso l’Irlanda del nord con una guida. Avevo già sentito parlare di questo luogo, suggerimento di una mia amica. Per questo ho deciso di approfondire e informarmi meglio.

Devo dire la verità, Dublino, a parte la vita notturna, molto attiva ed entusiasmante non mi ha fatto impazzire come città. Per questo ho colto la palla al balzo e all’ultimo momento ho deciso di allontanarmi per visitare altre attrazioni. Mai scelta fu più azzeccata di questa.

Come arrivare al Giant’s Causeway

Per soli 59.00 £ ho acquistato questo biglietto direttamente in agenzia. Dicono sia l’agenzia turistica dove si possono trovare i prezzi più bassi ma onestamente non ho girato moltissimo. Qua il sito web del tourist office.

Vi metto la mappa qui se capitate da quelle parti saprete a chi rivolgervi. Ci sono diversi tour. Io ho scelto questo dalla durata di un giorno, traporto in bus, guida turistica in inglese inclusi ovviamente.

Devo dire sono rimasto molto soddisfatto, oltre che dal luogo visitato anche anche per l’organizzazione. La guida era preparatissima e anche molto simpatica. Avevo già sentito parlare dell’umorismo Irlandese e conoscendo Snow, la nostra guida, ne ho avuto la piacevole conferma.

 

Cosa è incluso nel il tour ?

Trasporto in bus, guida turistica, visita alla città di Belfast oppure visita al museo del Titanic (c’era possibilità di scelta) – Carrick-a-Rede (per i più coraggiosi) – Giant’s Causeway.

Perchè visitare il Giants Causeway?

Passeggiare sul Giants Causeway è come viaggiare indietro nel tempo, in tempi così lontani che quasi ti viene il dubbio che siano esisti davvero.

La tua immaginazione viaggerà tra pietre miliari e la tua mente sarà coinvolta in una tempesta creativa tra un’epoca vulcanica remota e tra le nebbie delle leggende Irlandesi del passato.

Il Giants Causeway accoglie oltre mezzo milione di turisti che visitano ogni anno questo sito.

Scienza o mito?

Se conosco poco poco i miei lettori posso già immaginare che mi sto rivolgendo a degli inguaribili sognatori. Sono anche sicuro che adesso state la a pensare se la storia del Gigante è vera o è scienza?

Forse dovreste pianificare il vostro viaggio nell’Irlanda del Nord e verificarlo voi stessi.

Scavi archeologici di Ercolano

Scavi archeologici di Ercolano e come visitarli gratis

Ercolano e il mito di Ercole

Ercolano fu in particolare una delle città romane distrutte dalla devastante eruzione del Vesuvio del 79 d.c. La leggenda narra che fu Ercole a fondare la città du cui poi ha preso il nome.

Sono molti infatti all’interno della città e delle Domus le opere d’arte che celebrano il suo mito.

Tutta l’area che circondava il Vulcano fu travolta da un enorme nuvola di gas tossici e materiali vulcanici. L’evento fu tra i più terribili fenomeni vulcanici a cui il genere umano abbia mai assistito.

La mia visita continua anche nella città di Pompei.

La devastazione dell’eruzione

Plinio il Vecchio, uno scrittore dell’epoca romana descrive l’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. Salpò dalla città di Miseno per osservare l’evento da più vicino. Morirà poco dopo l’evento, forse anche intossicato dalle esalazioni dell’eruzione. Questo è quello che scrive:

Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio [….] Dopo non molto quella nube si abbassò verso terra e coprì il mare[…]. Scese la notte, non come quando non v’è luna o il cielo è nuvoloso, ma come quando ci si trova in un locale chiuso a lumi spenti. 
Udivi i gemiti delle donne, i gridi dei fanciulli, il clamore degli uomini: gli uni cercavano a gran voce i genitori, altri i figli, altri i consorti, li riconoscevan dalle voci; chi commiserava la propria sorte, chi quella dei propri cari: ve n’erano che per timore della morte invocavano la morte.

[Plinio il Vecchio 79 D.C.]

Questa foto è stata scattata in alcune stanze a ridosso del porto della città. Probabilmente gli abitanti della città per scampare alla furia del vulcano si rifugiarono in questi cunicoli, alcuni forse, attendevano di mettersi in salvo via mare. Nessuno di loro si salvò, neanche coloro che riuscirono a salpare dal porto.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’area fu investita da una nuvola di materiale vulcanico e gas tossico ad una temperatura altissima. Si pensa che la temperatura si aggirasse intorno ai 400°C.

Questo fa pensare che la morte per gli abitanti della città fu instantanea. Non ebbero neanche il tempo di provare dolore.

Perché tutto si è mantenuto così bene?

Ercolano rimase seppellita per molti anni da materiale piroclastico per un altezza media di circa 16 metri. Questo ha permesso la conservazione. Di conseguenza oggi abbiamo la possibilità di visitare una fotografia quasi intatta del periodo romano, unica al mondo.

Una fotografia fedele del passato

Durante gli scavi sono stati anche trovati oggetti di materiale organico di assoluta rarità come vegetali, stoffe, arredi e parti strutturali in legno, imbarcazioni e molti altri.

Furono anche trovati edifici con il secondo piano in piedi. Questo ci ha permesso di avere un idea precisa di quella che poteva essere la tecnica utilizzata per costruire gli edifici in epoca romana.

La differenza tra Ercolano e Pompei

Le due città furono coinvolte dal fenomeno vulcanico in due differenti modalità. La città di Pompei fu sepolta da ceneri e lapilli, invece Ercolano su investita da una colata di fango vulcanico alta quasi venticinque metri.

Questo ha determinato una migliore conservazione dei reperti. Di contro, si evidenzia una maggiore difficoltà nella fase di scavo per riportare alla luce questi reperti. Della città di Ercolano, a oggi, è stato riportato alla luce solo una piccola parte rispetto all’intera superficie della città originale. Parliamo di 4 ettari su almeno 20 della città originale.

La problematica non è solo legata al fatto che il materiale è difficile da rimuovere, ma anche al fatto che su questi scavi c’è la città tutt’ora abitata.

Le Domus Romane di Ercolano

La bellezze di alcune ville della città dimostrano che Ercolano era anche usata in particolare come luogo di villeggiatura per i ricchi signori della Roma Antica. Molte le Domus ornate di meravigliosi affreschi. In molti casi quindi si è mantenuto anche il materiale organico che di conseguenza ci ha permesso di capire come erano disposte le travi portanti degli edifici. Questo ci ha anche aiutato a capire come veniva concepita l’architettura di quel periodo storico.

Come visitare gli scavi di Ercolano gratis

Gli scavi archeologici di Ercolano rientrano nell’iniziativa del ministero dei beni culturali con la quale sarà possibile avere l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.

Dovrete ovviamente fare i conti con il fatto che ci sono moltissimi turisti. Alcune Domus hanno un accesso limitato per numero massimo di persone. Questo viene fatto ovviamente per proteggere le opere. Quindi rischiate di passare molto tempo in fila.

Come arrivare?

Vi spiego meglio come poter raggiungere il sito archeologico.

Con il treno: Circumvesuviana Napoli-Sorrento/Poggiomarino/Torre Annunziata [Fermata/stop Ercolano Scavi]
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno [Uscita Ercolano]

Prezzo biglietto validità un giorno: €11.00 Intero€5.50 Ridotto (fino 18-25 anni per i cittadini UE)
Gratuito per minori di 18 anni.

Per acquistare i biglietti online sul sito di Ticketone.

Perché andare a visitare Ercolano

Difficilmente troverete nel mondo un reperto storico risalente all’epoca romana così ben mantenuto. Vi capiterà spesso camminando per queste strade di sentire emozioni contrastanti. Da una parte la gioia e lo stupore di vedere come vivesse una popolazione così lontana dalla nostra. Capire le loro abitudini i loro costumi le curiosità.

Dall’altra vi capiterà spesso di rendervi anche conto di quanto quell’evento sia stato devastante per queste popolazioni.

Mai nessuna catastrofe ha procurato ai posteri tanta gioia come quella che seppellì queste città vesuviane.
[Johann Wolfgang Goethe]

Mi dai una mano?

Spero ti sia piaciuto questo articolo. Viaggiare è una mia grande passione ma avere un blog è anche un grande impegno. Sono felice di condividere con te queste informazioni e di metterle a tua disposizione in modo assolutamente gratuito.

Le foto sono state tutte scattate da me. Ho una passione per la fotografia. Se vederne di più seguimi anche su Instagram.

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3 cose da sapere prima di visitare Auschwitz e Birkenau

Credevo di aver visto bene o male tutto sulla tragedia dello sterminio ad opera dei nazisti. Letto libri, studiato la storia, visto film, immagini, documentari, musei, ma mi sbagliavo.

Non hai visto niente sulla shoah fino a che non arrivi ad Auschwitz e Birkenau

Niente nella mia vita, delle mie esperienze passate, mi ha aperto gli occhi su questa tragedia come la visita ad Auschwitz e Birkenau.

Voglio farti un elenco delle 3 cose da sapere prima di visitare Auschwitz e Birkenau.

1. Come raggiungere Auschwitz e Birkenau da Crovia

Se andate a visitare Cracovia è molto semplice Raggiungere Auschwitz e Birkenau. Innanzi tutto c’è da sapere che, essendo un luogo della memoria, l’ingresso è gratuito!

Prenotate online la visita

Io ho acquistato la mattina stessa della partenza un biglietto nella stazione dei bus di Cracovia. Arrivato al museo sono riuscito a trovare posto per un tour con guida italiana al costo di 40 PLN, che sono circa 10 euro. Ammetto di aver avuto molta fortuna. L’affluenza di visite è molto alta, quindi se non volete avere sorprese prenotate online.

Il mio consiglio è prenotare online un tour con una guida. Ci sono molte agenzie che propongono questi pacchetti, anche con il trasferimento da Cracovia incluso.  I prezzi sono ragionevoli e si aggirano intorno ai 3o/40 euro.

Vi posso assicurare che vale la pena farlo con una guida per vivere a pieno questa esperienza. In generale sono tutti molto preparati e informati.

Tutto incluso nello stesso tour

Auschwitz-Birkenau è diviso in due campi: Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau. Ogni campo può essere visitato con tour di circa un paio di ore. I campi si trovano a 3,5 km di distanza 30 minuti a piedi. C’è una navetta gratuita che passa ogni 10 minuti, con cui io e i membri del mio gruppo abbiamo fatto il trasferimento.

Il mio gruppo contava circa 20 persone, abbiamo visitato prima Auschwitz e poi Birkenau. La guida è stata di una bravura incredibile.

2. Non ti rendi conto delle dimensioni della tragedia

Arrivando in questi luoghi ci si rende conto che il regime nazista è stato in grado di mettere in moto una macchina della morte di dimensioni inaudite.

Molte aziende hanno aumentato in modo esponenziale i propri fatturati grazie a questa tragedia. L’azienda che produceva i veleni utilizzati nelle camere a gas per l’uccisione dei deportati per esempio, e come questa molte altre. Ma ancora scienziati, architetti, chimici, dottori, capi di stato, tutti sapevano quello che stava succedendo lì e nessuno ha fatto nulla per troppo tempo.

Siamo tutti responsabili

Questo è l’elemento che mi ha scioccato. Camminando in questi luoghi ti rendi conto delle dimensioni di questo evento. Addirittura gli ebrei stessi che poi dovevano essere uccisi contribuivano al funzionamento dei campi di concentramento. Ma come poteva succedere questo?

Il tranello mentale che facevano innescare nella loro menti era questo. Nel campo di concentramento realizzi che la tua vita dipende dalla morte del tuo vicino. In molti casi la tua vita dipendeva dal pezzo di pane rubato al tuo vicino. Ed ecco che nella maggior parte di loro, si innescava un istinto di sopravvivenza che li portava a fare cose orribili.

La trappola dell’istinto di sopravvivenza

Quelli che non venivano uccisi subito, appena arrivati nei campi di concentramento, lavoravano per tenere in moto la macchina della morte più grande che l’umanità abbia mai visto. Questo li teneva attaccati ad una vana possibilità di sopravvivere e scampare a tutto quell’orrore, ma per molti di loro si è trattato solo di rimandare un destino ormai scritto.

Quella che risulta chiaro è che: non era solo Hitler il pazzo, non era solo la Germania ad aver creato tutto quell’orrore. L’umanità intera è stata responsabile, perchè molti sapevano e invece di fare qualcosa, hanno solo guardato immobili.

3. La macchina della morte più grande che l’umanità abbia mai visto

Birkenau è il luogo che più mi ha scioccato. Su 5 chilometri quadrati, fu costruito un complesso strutturale che aveva come unico scopo “uccidere civili”. Il tutto doveva accadere in modo organizzato, efficiente e limitando gli sprechi.

I forni crematori

Dall’ottobre del 1941 (quando entrò in funzione) furono uccise circa 1 milione e centomila persone solo a Birkenau. Principalmente ebrei, russi, polacchi, prigionieri di guerra, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova e zingari.

Dai camini dei 4, dove cremavano i prigionieri, uscivano intensi fumi bianchi descritti dai sopravvissuti “dall’odore dolciastro”. Erano attivi giorno e notte.

Forni crematori di Auschwitz

Una luogo senza speranze

Il binario dei treni, utilizzati per la deportazione, entravano direttamente nella struttura. Ogni giorno arrivavano migliaia di persone provenienti da tutta Europa dopo viaggi strazianti durati giorni in condizioni disumane. Molti di loro arrivavano già morti.

La selezione dei prigionieri

Si selezionavano per prima cosa i prigionieri che dovevano morire subito, che venivano direttamente accompagnati nei forni crematori. Quelli che invece potevano essere utili da impiegare all’interno del campo, venivano smistati nelle strutture dei dormitori dove vivevano in condizioni terribili. Per molti di loro, anche questo fu causa di morte.

4. Non sarai più la stessa persona

Credo non essermi mai sentito così visitando un luogo nel mondo. Una volta entrato dentro, ho avuto una strana sensazione, che mi ha coinvolto anche fisicamente. A volte sentivo come se facessi fatica a respirare, più si andava avanti con la visita e più mi chiedevo che razza di follia si fosse scatenata in quei luoghi.

Da fare almeno una volta nella vita

Sembra una frase una fatta, che forse avete già sentito molte volte, ma fidatevi, ogni essere umano su questa terra deve andare almeno una volta a visitare questi luoghi. La cattiveria umana in questi luoghi ha superato ogni limite. Ho fatto molta fatica a realizzarla nella mia mente.

Perché è importante andare a visitare questi luoghi

Il dolore che si è patito in quei luoghi e la sofferenza ti arrivano in faccia come una legnata. Non è certo la sensazione che tutti vorremmo sentire. Voglio dire, il mondo è pieno di posti dove poter stare bene. Ma allora perchè è importante per ognuno di noi vedere tutto questo?

Siamo ancora in pericolo

La risposta purtroppo ce l’abbiamo ogni giorno aprendo un qualsiasi giornale nelle pagine di cronaca e politica. Ancora oggi in Italia e nel mondo sentiamo di parlare di capi politici che inneggiano a slogan razzisti, ancora oggi le differenze sono motivo di persecuzione, ancora oggi il razzismo è più che mai un mostro attuale.

Qual’è lo scopo per un viaggiatore?

Viaggiare è crescere e aprire la mente. Questo luogo è come se fosse un acceleratore per la nostra crescita personale come viaggiatori ma soprattutto come individui.

Vorrei chiederti un favore, leggendo questo articolo, non fare un errore. Non pensare mai che questa tragedia possa essere una realtà che ormai non ci tocca più, e sai perchè?

L’errore della superficialità

Perché è stata proprio grazie ad un atteggiamento mentale di superficialità, che poi Hitler e i suoi pazzi seguaci sono riusciti a vincere le elezioni. Dovete sapere che, all’inizio della sua attività politica, per la maggioranza dei tedeschi, Hitler veniva considerato come un politico di buona istruzione ma irrilevante.

L’importanza della memoria

Condannate ogni forma di razzismo. A lavoro, a scuola per strada con il vostro vicino. Non permettere mai a nessuno di avere neanche il minimo pensiero di odio verso chi è diverso. Condannate sempre ogni forma di pensiero che porta all’odio per le differenze. Dobbiamo ricordare, conoscere e far sapere quanto è stato terribile quello che è successo in questi luoghi.

Non dimenticare e conoscere è l’unica arma che abbiamo contro l’ignoranza e la cattiveria umana.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Vi ho elencato in una breve lista del le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen. Ho viaggiato in questa città nel periodo pre natalizio ed è stata un’esperienza fantastica.

Al di fuori delle mete che sto per consigliarti che mi hanno colpito molto ti consiglio di muoverti in bici. Ti accorgerai che quasi tutti in città si muovono con questo mezzo. Inoltre la città è ben organizzata per favorire gli spostamenti dei ciclisti. Troverete in tutte le strade corsie e strade riservate alla vostra circolazione e in molti casi avrete anche la precedenza su pedoni e auto.

1. Il vecchio porto di Copenaghen

La cosa più bella che può succederti è perderti tra le strade della città. L’eleganza e l’atmosfera che si respire in questa città scandinava è emozionante. In particolare quando arrivi nella zona del vecchio porto di Copenaghen, Nyhavn, trovi una strada affollato di ristoranti di classe e accoglienti caffè.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Ammira la pittoresca vista di case colorate ristrutturate del XVIII secolo. Luogo abbastanza popolare tra locali e turisti, quindi la zona è spesso affollata. Il mio consiglio che è di visitarla al mattino dove sicuramente trovi meno gente. Sarà molto carino sederti in ​​uno dei bar vicini al canale e goditi l’atmosfera rilassante, la musica e il cibo.

Nyhavn è anche conosciuta come “il porto del patrimonio“, dove sono ancorate molte navi storiche in legno.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

2. Christiania

Christiania, la famosa città nella città di Copenaghen, è senza dubbio una delle attrazioni turistiche più famose della Danimarca. Ho già scritto un articolo dedicato a questa meraviglia che potete leggere qui. Questo luogo è amato da molti, ma spesso è stato protagonista di accesi dibattiti, soprattutto dovute alla liberazione delle droghe leggere e alcuni sfortunati episodi di violenza.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

L’eccentrica città di Christiania fu fondata nel 1971, quando un gruppo di hippie fece un buco nella recinzione alla caserma militare di Bådmandsgade, entrarono e occuparono il luogo.

Ben presto l’area divenne nota per Pusher Street, dove si potevano comprare marijuana – ma senza droghe pesanti – direttamente dalle varie bancarelle allestite dagli abitanti del posto.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Oggi molti dei coloni originari vivono ancora nel villaggio e seguono delle regole stabilite in collettivo. Tutto sembra essere rimasto fermo negli anni ’70.

Circa 1.000 persone vivono a Christiania e ogni anno più di 500.000 persone vengono a visitarla. Molte delle persone che vivono in Christiania hanno costruito le loro case da soli dando all’area un aspetto architettonico estremamente  fiabesco ed eccentrico. Qui puoi trovare una varietà di ristoranti, laboratori artigianali, gallerie e luoghi di musica e d’arte che offrono un’esperienza culturale unica nel suo genere.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Sono arrivato a piedi dal centro città e la passeggiata è stata decisamente piacevole.

3. La chiesa del Nostro Redentore – Vor Frelsers Kirke

Ho visitato questa chiesa grazie al consiglio di un mio amico. Difficilmente si trova nelle guide o nei travel blogs che avevo visitato cercando di reperire informazioni, prima di partire. Vista la città, non ho dubbi sul dirti che deve essere assolutamente tra le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen!

Per entrare, si paga una piccola quota d’ingresso di circa 25 DKK. Il cartello all’entrata ti dice che loro si tolgono da ogni responsabilità per quello che potrebbe succederti. A dirla tutta non è la prima cosa che ti fa piacere vedere quando stai per salire su una torre, ma mi sono fatto un po di coraggio e sono salito alla fine.

Non lo consiglierei ai deboli di cuore come potete vedere dal video. Vi consiglio di indossare scarpe comode, evitate gli zaini molto grandi, e fate attenzione ai bambini e alla nonna.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Preparatevi a fare un po di scalini. Sono in legno, alcune di esse abbastanza ripide e scomodo da fare. All’interno della torre della chiesa, non c’è molto da vedere se non le vecchie campane e delle statue di angeli. Niente di eccezionale a dire il vero.

Una volta raggiunto l’esterno, la veduta di Copenhagen è spettacolare!

Appena usciti nella parte terminale esterna della torre inizierete a percorrere una scala che sale fino all’estremità a spirale. Il panorama che vi trovarete arrivati in cima è mozzafiato.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Devo ammettere che arrivato in cima un qualche brivido l’ho sentito, anche perché il percorso è molto stretto, a malapena per due persone. Lo consiglio sicuramente come attrazione da non perdere. La chiesa sottostante non mi ha fatto impazzire ma è gratuito l’ingresso quindi potrebbe anche essere interessante dare uno sguardo.

4. Castello di Rosenborg

Sicuramente tra le le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen non poteva mancare il Castello di Rosenborg. Il castello rinascimentale ha 400 anni anni di storia costruito da Christian IV. I dettagli architettonici colorati danno un tocco magico a questa città danese. Christian IV amava vivere a Rosenborg e divenne rapidamente il suo castello preferito e sede di molti eventi importanti.

Oggi i visitatori possono viaggiare indietro nel tempo e attraverso i possedimenti di Christian IV. Lo stile barocco è molto presente, le stanze e le sale testimoniano sfarzo, ma anche cura dei dettagli.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Il King’s Garden che costeggia questa meraviglia architettonica è di singolare bellezza.  Il più antico giardino reale della Danimarca ed è un luogo molto popolare per i gli abitanti della città. Un luogo frequentato per incontrarsi e rilassarsi e per far giocare i bambini nel parco giochi.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Situato in posizione centrale il castello di Rosenborg e il suo giardino sono un connubio davvero spettacolare che non puoi perdere. Goditi l’imponente facciata, le sue torri e torrette, le grandi finestre, il bellissimo ponte vecchio, passeggia nei giardini di rose e poi esplora il resto del meraviglioso parco.

Le migliori 5 cose da vedere a CopenhagenUn consiglio che posso darti è anche trovare un posto dove sederti, osservare e riflettere sulla pace e la tranquillità di questo incredibile tesoro dell’umanità.

L’ingresso ai giardini è gratuito e l’ingresso al Castello è gratuito con la Copenhagen Card (un acquisto altamente raccomandato per un facile tour che include il costo del trasporto pubblico e l’ingresso gratuito alla maggior parte delle attrazioni). Enjoy!

5. Sirenetta e Parco del Kastellet

La famosa sirenetta ispirata a una fiaba del più famoso cantastorie per bambini di tutti i tempi, Hans Christian Andersen. Questa statua è una delle attrazioni turistiche più famose di Copenaghen. La fiaba parla di una giovane sirena che si innamorò di un giovane principe a terra ma forse tutti la conosciamo questa storia dopo aver visto il famoso film della Disney. La fiaba racconta di questa creatura mitologica che era solita sedersi sulle rocce e sperava di vedere il suo amato di sfuggita.

La statua, in bronzo e granito, ha celebrato il suo 100° anniversario nel 2013.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Una cosa che non aspettavo e ho trovato molto interessante è il parco che dovrete attraversare prima di arrivare alla famosa statua conosciuto come “Parco del Kastellet“. Vale la pena inserire anche questo tra le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen.

All’interno di questo parco c’è una caserma militare storica ancora funzionante, quindi vedrai soldati e militari che girano intorno. La forma della pianta è a stella. Dalla mappa vi risulterà più chiaro. Gli edifici della caserma sono storici ed originali. L’enorme parco intorno al parco è aperto e accessibile gratuitamente.

Le migliori 5 cose da vedere a CopenhagenIl parco è anche molto frequentato da locali. Lungo la strada vedrai vecchi cannoni, molte statue, una deliziosa chiesetta (foto in basso) e anche un mulino! (foto in alto) a vento molto antico che ti sembrerà di stare in Olanda. La chiesetta è St Alban’s Church, si affaccia sul fiume artificiale intorno alla fortezza sul lato del parco esterno della fortezza.

La statua della sirenetta è molto vicina quindi potrete fare tutto con un pomeriggio.

Le migliori 5 cose da vedere a Copenhagen

Se state pensando di visitarla l’unica cosa che posso dirvi è, non perdete altro tempo e prenotate questo volo!

Mercatini di Natale a Copenhagen

A pochi passi dalle terre di Babbo Natale, è Copenhagen la città che ho scelto di visitare nel periodo Natalizio. Lo spirito si respira fortissimo in ogni angolo della città. Vi parlerò delle emozioni che ho provato camminando tra i deliziosi mercatini di Natale del centro di questa città scandinava.

Credo sia tra i migliori posti in Europa se cercate una meta per immergervi nello spirito natalizio dove la precisione e la cura dei dettagli fanno da padrone.

Le bancarelle sono ben organizzate e potrete trovare prelibatezze culinarie tipiche natalizie, oggettistica artigianale e anche dolci e bevande tipiche.

Tutti i mercatini sono delimitati da una piccola staccionata di legno, le postazioni sono tutte molto ben curate nei minimi dettagli. Le decorazioni e le luminarie sono deliziose e non troppo esagerate. Ma se avrete modo di visitare in generale i paesi scandinavi vi accorgerete che spesso il buon gusto è di casa.

Sono molti i personaggi della tradizione natalizia scandinava e a Copenhagen potete trovare tutto questo. Tra i più famosi i “Jule nisser”  che sono dei folletti più o meno piccoli che fanno parte del folklore scandinavo.

Le prelibatezze sono molte della cultura scandinava. I dolci sono i protagonisti ma anche molti altri piatti che avrete modo di assaggiare sostando in queste deliziose casette di legno, magari riscaldandosi con una bella bevanda calda.

Sulle bancarelle potrete trovare molti indumenti per combattere le temperature nordiche come guanti, calze e cappelli fatti a mano. Tante cose caratteristiche comepancakes, caramelle dure, insomma, qui tutto profuma di paradiso!

Diverse sono le postazioni dove si fa anche l’affumicatura del salmone, una pratica molto tipica di queste terre. Il costo della vita in Danimarca è molto alto se comparato con altri paese europei, di conseguenza i prezzi dei prodotti che potrete trovare in questi mercatini sono abbastanza elevati. Ma sicuramente non rimarrete delusi.

I giardini di Tivoli sono un vero esempio di clima natalizio. Tra i parchi giochi più antichi d’Europa, nel periodo natalizio le decorazioni vi lasceranno decisamente senza parole. C’è un costo di ingresso intorno di 110,- kr circa 12 euro. All’interno potrete trovare le varie attrazioni, locali ristoranti e anche piccoli shop caratteristici.

Il mercatini sono aperti quasi tutti 7 giorni su 7, e chiudono abbastanza tardi la sera. È piuttosto buio in questo periodo dell’anno, ci sono 6-7 ore di luce a metà dicembre ma le luci di questi mercatini non vi faranno mancare nulla.

In questi mercatini avrete modo di testare il famoso “hygge” danese. Hygge è una parola difficilmente traducibile in italiano perché  strettamente legata alla tradizione. In generale riguarda tutte quelle cose che si fanno per sentire caldo, per entrare in un clima felice e godere del tempo di qualità con i tuoi cari durante il periodo più freddo e buio dell’anno. Sono sicuro che questo è un aspetto culturale della danimarca che ci possa insegnare molto che hanno un grande riguardo e rispetto per i festeggiamenti di questo periodo dell’anno.

In questa pagine potrete trovare tutte le date e le posizioni dei mercatini di Natale a Copenhagen.

La città libera e indipendente di Christiania

Christiania è la terra dei coloni. È l’opportunità grande di costruire una società da zero – pur continuando a incorporare le costruzioni rimanenti “…” Sì, per coloro che sentono il battito del cuore dei pionieri non ci può essere alcun dubbio sullo scopo di Christiania. È la parte della città che ci è stata tenuta segreta, ma non di più.”

– Jacob Ludvigsen

La città libera e indipendente di Christiania o conosciuta anche come “Freetown Christiania” si trova nella zona di Christianshavn e si può arrivare con la metropolitana, l’autobus o in bicicletta. Mi piace molto camminare e perdersi nelle città. Questo è quello che ho fatto anche a Copenhagen. Una delle prime cose che volevo visitare era proprio Christiania e camminando dal centro sono arrivato fino a qui.

La città in questa area è particolarmente silenziosa. Sono entrato da un’entrata non principale dopo una lunga camminata lungo uno dei canali che delimitano la città.

Non puoi non accorgerti che stai entrando a Christiania anche come nel mio caso che non sono entrato dall’entrata principale dove c’è un grande ingresso con una scritta. Non sei più in una città tradizionale come oggi siamo abituati a vedere. All’interno del distretto ci sono molte attività che puoi fare come prendere un caffè o una cioccolata calda. All’interno trovi bar e ristoranti e in alcuni di essi è anche permesso fumare all’interno. Ci sono anche molti shop caratteristici, dove sarà carino comprare dei souvenir.

L’arte e l’architettura di Christiania

Riesci a sentire il rumore delle bici, qualche chiacchiera o risata delle persone e i gabbiani. Questi sono gli unici suoni che si riescono a sentire e in alcuni vicoli sembra di essere finiti in un paese delle fiabe. Il contrasto è molto forte a livello architettonico tra la modernità delle case di Copenhagen e le case di Christiania. Le case non seguono un ordine. Sono disposte in modo non regolare. Le strade non sono battute e si nota che non c’è una manutenzione regolare.

Ciò che fa da argine delle strade sono spesso le cianfrusaglie che gli abitanti di questa città mettono per strada oppure la legna accatastata che si usa per riscaldare queste case. La maggior parte di queste case, nonostante in alcuni casi possono sembrare abbondante, sono abitate. La dimostrazione sono il fumo che esce da alcuni camini, oppure le ombre che si intravedono dalle finestre.

Il contrasto di emozioni che si avverte camminando per queste strade è forte e difficile da spiegare. Sembra di essere in un posto abbandonato ma nello stesso tempo molto vissuto. I colori e l’arte eccentrica fatta con qualsiasi oggetto sono i protagonisti di questi incantevoli vicoli.

Le origini di Christiania

La città di Christiania era un ex caserma militare “Bådsmandsstræde“. Un’area che per anni ha contribuito alla difesa della città durante i vari assedi. A seconda del periodo storico e delle esigenze la fortezza ha subito molte modifiche strutturali. L’ultimo sito militare operativo fu tra il 1946 al 1950.

Dopo che l’area fu abbandonata dai militari rimase sorvegliata solo da alcuni guardiani e fu soggetta a occupazione sporadica di senzatetto che utilizzavano gli edifici vuoti per vivere.

Il 4 settembre 1971, gli abitanti del quartiere circostante ruppero il recinto per occupare parte dell’area utilizzata come parco giochi per i loro bambini. All’epoca c’erano molte proteste a causa del costo troppo alto degli alloggi a Copenhagen.

Proclamazione “La città libera e indipendente di Christiania”

Il 26 settembre 1971, Christiania fu dichiarata aperta da Jacob Ludvigsen. Christiania all’inizio era l’opportunità di costruire una società libera da zero – pur continuando a incorporare le costruzioni rimanenti. Lo spirito di Christiania si sviluppò rapidamente in uno dei movimenti hippy, il movimento squatter, il collettivismo e l’anarchismo, in contrasto con il precedente uso militare del sito.

Alcune strade sono dissestate, tutti gli elementi presenti nella città non seguono un ordine. Si avverte un’anarchia nella disposizione, ma non c’è disagio, piuttosto trovo il posto molto incantevole. Infatti a oggi circa 900 persone vivono nell’area, e la comunità ha le sue regole e si organizzano riunioni per prendere delle decisioni.

La vendita libera della droga

L’uso di droghe è illegale in Danimarca. Tuttavia all’interno della Christiania, in particolare a “pusher street”, trovate bancarelle di cannabis con biscotti spaziali o hashish venduta in tutte le forme. I turisti che entrano a Christiania possono comprare erba e consumarla all’interno della città. Mentre stai camminando probabilmente sentirai anche dei sussurri di gente che ti offre diversi tipi di droghe.

Le evoluzioni su questo argomento sono state molte. La vendita di droghe leggere ha spesso favorito la diffusione e l’uso anche di droghe pesanti. La città è stata anche protagonista di episodi di criminalità o di omicidi in seguito a questo.

Non ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentito poco sicuro, ma posso anche dire che non ho avuto la sensazione di sentirmi nel posto più sicuro al mondo.

Diciamo che gli abitanti della città sembrano molto cortesi e tranquilli ma ci sono delle regole da rispettare. Ci si può divertire ma non bisogna correre o provocare il panico. Le foto non sono ammesse. Ci sono delle aree in cui le foto sono permesse ma si deve chiedere sempre il permesso e poi, io credo anche che immancabile sia anche in buon senso in generale. Questo non solo a Christiania!

Io giravo tranquillamente con la camera al collo e con discrezione ho scattato le foto che vedete. Tutti mi guardavano un po con sospetto ma nessuno mi ha detto nulla. Ovviamente non è stato possibile fare le foto alle bancarelle che vendevano ogni tipo di droga.

Come comportarsi a Christiania

Se siete delle persone curiose posto va assolutamente visitato ma vi consiglio anche di essere rispettosi delle regole e degli abitanti che vivono in questa area.

Per i turisti credo ci sia una sorta di indifferenza. Da un lato non credo faccia piacere in ogni caso avere gente che ti entra praticamente in casa solo perchè hai scelto di vivere in un modo “non ordinario“. Dall’altro il turista porta la “grana”, quindi si avverte dagli abitanti questa sorta di contrasto.La canzone di protesta del 1976 “I kan ikke slå os ihjel” (tradotto: “Non puoi ucciderci”), scritta da Tom Lunden del gruppo rock dei flower power Bifrost, divenne l’inno non ufficiale di Christiania.