Il sentiero degli dei

Come fare il sentiero degli dei sulla costiera amalfitana

Il Sentiero degli Dei ci fa viaggiare indietro nel tempo, fino ai miti dell’antica Grecia. Attraversa parte della Costiera Amalfitana. Meta ogni anno di migliaia di turisti. Il sentiero degli dei è tra le escursioni più belle in Italia.

Cos’è il sentiero degli dei

Il sentiero degli dei è una meravigliosa rete di antichi sentieri che collega piccoli villaggi tra loro e la campagna circostante. Avrete modo di passeggiare tra vigneti terrazzati e limoneti o su colline selvagge, godendo di numerosi scorci mozzafiato.

Il sentiero conserva ancora tutto il suo fascino che nella storia ha ispirato poeti e letterati. Italo Calvino ha descritto del Sentiero degli Dei com:

“quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

Proprio con questa frase, impressa su una targa in ceramica, inizia il percorso che rappresenta un vanto per l’intera Costiera Amalfitana. Il Sentiero degli Dei negli anni ha sempre conservato un aspetto selvaggio e la natura ha caratterizzato da sempre la bellezza di questo magico luogo. Nemmeno le intemperie sono riuscite a scalfire le rocce che custodiscono gelosamente la storia dei popoli che hanno attraversato e vissuto in questi luoghi.

Per gli escursionisti amanti della natura questo è un percorso della Costiera Amalfitana che non può mancare tra le vostre foto ricordo dei vostri viaggi.

Un sentiero tra natura e mitologia

In questo luogo sono stati trovati molti fossili marini molto antichi. Camminando lungo questo sentiero di capiterà spesso di lasciarti trasportare dalla fantasia. Ti sembrerà di sentire il rumore della nave di Ulisse che solca le acque azzurre del Tirreno e giunge verso queste meravigliose coste.

Il sentiero degli dei in alcuni tratti attraversa anche il bosco e poi lascia spazio alle stradine utilizzate ancora oggi dai contadini per lavorare i terreni. Infatti queste piccole strade non solo solo un itinerario turistico. In molti casi è la via più breve che collega gli incredibili orti a terrazza che negli anni gli abitanti del luogo hanno costruito. In estate sono accompagnati da muli carichi di frutta e ogni bontà offerta dalla terra. Questi territori sono incredibilmente fertili in tutta la costiera amalfitana.

Se il clima lo permette avrai anche la possibilità di avvistare le isole come quella di Capri. Spero che queste mie foto ti inizino a far gustare l’incredibile spettacolo che ti aspetta se deciderai di intraprendere questo viaggio nel cuore della natura mediterranea.

Informazioni utili per escursione sul Sentiero degli Dei

Ho pensato di darti delle informazioni  utili per permetterti di organizzarti al meglio per affrontare questa esperienza. Il sentiero degli dei si estende lungo la catena montuosa dei Monti Lattari che costituiscono un territorio tra i più suggestivi e celebrati nel mondo intero. La vista è imponente, ricca di precipizi scoscesi sopra le onde delle acque trasparenti di questo tratto di costa.

Su questi sentieri ti capiterà  contadine intenti a coltivare le proprie viti o per il giardinaggio o qualsiasi altra cosa. Sono sempre disponibili ad aiutarti e darti indicazioni quindi non avere timore di chiedere. Infatti la cosa che più mi è rimasta impressa sono i modi più gentili e cortesi dei locali. Con la loro disponibilità contribuiscono a farti sentire parte di questo spettacolo naturale.

Chi può percorrere il sentiero degli dei

L’area dei Monti Lattari offre un’esperienza di vacanza unica. L’itinerario si svolge nel silenzio della calma montuosa, con uno scenario di panorami mozzafiato, lontano dal traffico della costiera amalfitana. I sentieri attraversano luoghi di incomparabile bellezza, ricchi di storia e cultura. Il livello di difficoltà per questa escursione non è particolarmente elevato. Inoltre il sentiero  si può adattare ad ogni livello di esperienza, quindi sia esperti che neofiti possono partecipare.

Gruppi di giovani amanti della natura organizzano passeggiate ecologiche per i turisti interessati alla riscoperta delle origini della terra e del mare della costiera amalfitana.

Come arrivare e da dove iniziare il sentiero degli dei?

Consiglio di iniziare il percorso partendo dall’alto, per poi procedere verso il basso costeggiando la scogliera lungo il sentiero. In particolare la lunga passeggiata inizia da Agerola, dalla frazione di Bomerano, disposta a 650 metri sul livello del mare, poi attraversa località Nocelle, e prosegue attraverso l’antico percorso dei coloni ellenici fino a Positano.

Sono diverse le possibilità per percorrere questo sentiero. Dipende dal tuo livello di esperienza e da dove preferisci partire. Mentre cammini, ti imbatterai in altri escursionisti e altri gruppi, magari facendo la stessa camminata o magari nella direzione opposta.

Partire da Amalfi

Puoi prendere anche un bus che da Amalfi ti porta a Bomerano. Sull’autobus, dopo aver guidato innumerevoli tornanti e raggiunto il livello pianeggiante della piana di Agerola, per raggiungere la piazza principale di Bomerano, scendi alla terza fermata (ti conviene dire all’autista “Per favore, puoi arrivare fino alla fermata per Bomerano ? “)

Il sentiero inizia a circa 200 m fino dalla piazza principale. Ci sono delle indicazioni. Si scende fino a praiano passando per il Convento di San Domenico. La strada scende, passa su dei ponti, poi diventa cemento e in fine gradoni in pietra e terreno. Goditi la vista dei gradini, rimarrete sconvolti da come si è costruito in questi luoghi. Incontrerete anche la Grotta Biscotto, nella quale potete vedere case molto antiche.

Proseguite per il Colle la Serra e il sentiero si inserirà tra stradine all’interno di incredibile terrazze. Il sentiero è ben tracciato ma il mio consiglio è sempre quello di andare con un gruppo organizzato con guide esperte per evitare di perderti. Il percorso scenderà fino a positano passando per Praiano, altro gioiello della costa amalfitana.

Quando fare il sentiero degli dei

Non ti dimenticate di essere in uno dei luoghi più frequentati dal turismo in tutta Italia. Sicuramente non ti imbatterai nel caos del traffico dei grandi dei centri del turismo della costiera amalfitana ma comunque è un sentiero abbastanza conosciuto.

Il mio consiglio è quello di muoversi in stagioni non troppo turistiche come agosto e luglio per due motivi. Il primo motivo è che ti troverai a dover sopportare il caldo torrido. E anche se sei ad una quota alta, comunque non sarà uno facile riuscire a sopportare le temperature estive camminando. Il secondo motivo è che rischiate di trovare troppi turisti.

Le stagioni migliore secondo me sono luglio e settembre. Le temperature sono accettabili, la natura rigogliosa e non ci sono troppo turisti.

Le leggende del Sentiero degli Dei

Storie e leggende narrano di come il sentiero sia stato utilizzato da briganti, malviventi e contrabbandieri che qui trovarono rifugio, nascondiglio e sicurezza per l’inaccessibilità del luogo. Si narra di personaggi appartenenti al mondo fantastico chiamati i Fatati tra cui vi era ‘U Magio (il mago) che conservava, in questi luoghi su un enorme libro, testimonianze di lieti eventi e nefasti presagi.

Si racconta anche di una scrofa che, coi suoi sei piccoli, durante le notti di luna piena si trasformava in essere satanico incutendo paura ai malcapitati passanti.

La cultura contadina e rurale

È un passaggio questo, tra la costa e l’entroterra, che fin dall’antichità ha testimoniato, lungo tutto il suo percorso, quella cultura locale che tanto caratterizza questi luoghi: agreste, contadina e rurale.

Qui la gente, soprattutto gli anziani, vivono e lavorano ancora in sintonia col paesaggio naturale. A me è capitato di incontrare locali a dorso di muli o cavalli. C’è chi raccoglie e trasporta fascine di legna. Pensate che c’è chi ancora trasporta taniche di alluminio contenenti latte fresco di capra, percorrendo due volte al giorno l’intero sentiero.

 

Tutto ciò fa sembrare quasi come se il tempo non fosse mai trascorso. Un ritaglio di natura che ha vissuto fino ad oggi tra miti, realtà, storie e che è giunto integro fino ai nostri giorni con un patrimonio storico e culturale che ci invita a riscoprire da una parte le remote origini di quei nobili, fieri e liberi popoli marinari, mentre dall’altra evidenzia le radici della dura, paziente, ospitale ed orgogliosa gente di montagna.

Il sentiero tra miti leggende e incredibili panorami

Lungo il sentiero degli Dei vi sono anche delle sorgenti di acqua fresca e potabile e quando la fatica inizia a farsi sentire ecco che il borgo di Nocelle è pronto ad accogliere i viandanti. Da qui si vede benissimo l’isola Li Galli, dove le Sirene usavano il canto per trarre in inganno i marinai.

Solo Ulisse riuscì ad attraversare indenne il tratto di mare perché si era fatto legare all’albero della nave dalla maga Circe. Il viaggio prosegue verso Positano e i famosi 1700 gradini.

A Monte Pertuso (352 metri di altezza) si narra che sia stata disputata una battaglia tra la Madonna e Lucifero, anche le tracce di quella lotta sono impresse nella roccia che presenta un “pertuso”. In dialetto questo termine significa buco e pare che sia stata la Madonna ad affondare le dita nel cuore della roccia. In realtà si tratta di un fenomeno di erosione, già visto in altre zone della Costiera Amalfitana, che ha modellato le rocce come fossero sculture di pietra.

Spendere poco in Costiera Amalfitana

Spendere poco in Costiera Amalfitana

Quante volte avrai sentito dire questa frase: “Lascia stare, la Costiera Amalfitana è un posto solo per ricchi”. In questo articolo vi dimostrerò che non è esattamente così ed è possibile venire e riuscire spendere poco in Costiera Amalfitana.

C’è un fondo di verità rispetto a questa affermazione ma ci sono anche delle considerazioni da fare più specifiche. La prima cosa da dire è che la Costiera amalfitana è un posto meraviglioso con un incredibile storia e pieno di bellezze naturali che tutto il mondo ci invidiano. Proprio per questo motivo questa località è assaltata dal turismo tutto l’anno. Inoltre le strutture turistiche sul territorio non splendono per l’organizzazione. Quindi gli imprevisti saranno all’ordine del giorno. D’altro canto la conformazione del territorio particolarmente montuosa a picco sul mare non aiuta. Parliamo di strade e città costruite nel X secolo, quando questi luoghi conobbero il massimo splendore. I collegamenti non erano di certo stati pensati per smaltire e facilitare il traffico che oggi spesso blocca le strade di questo tratto di costa italiana.

Adesso che vi ho detto tutti gli aspetti “non troppo positivi” di questo posto, ora date un’occhiata a queste foto e capirete perchè nonostante tutto, vale la pena venire a godere di questo spettacolo della natura.

In questo articolo vi darò 5 preziosi consigli per godere della Costiera amalfitana limitando al minimo il rischio di spendere una fortuna e di evitare anche di incorrere in imprevisti tipici di questi soggiorni. “Low cost” e “Costiera Amalfitana” sono sono due parole che stanno benissimo insieme. Essendo un luogo molto turistico, non è semplice andare a risparmiare, ma vi posso assicurare che seguendo questi semplici 5 per spendere poco in Costiera amalfitana.

5 per spendere poco in Costiera amalfitana

1. Viaggiare in bassa stagione

Non penserete mica di andare a visitare Positano ad Agosto? Exclude subito questa opzione. Il numero di turisti che incontrerete sarà oltre ogni vostra immaginazione. Ovviamente più aumenta il numero di turisti più aumentano i prezzi e i disagi per fare praticamente ogni cosa. Inoltre viaggiando durante il periodo estivo andrete incontro anche ad un clima estremamente caldo e fastidioso. Quindi il mio primo consiglio è scegliere un periodo che non sia alta stagione. Marzo/Aprile Settembre/ottobre secondo me sono i periodi migliori.

In primavera i colori sono brillanti, l’aria è fresca ma il mare è freddo; meglio venire a fine settembre o all’inizio di ottobre, quando le serate sono balsamiche, l’acqua è ancora calda se volete farvi anche un tuffo nelle spiagge.

2. Dove mangiare

Contrariamente a quanto si possa pensare non vi sconsiglio di mangiare nelle città più famose, quali Amalfi Ravello o Positano. Ma più tosto vi darò un consiglio sul dove mangiare.

Mi è capitato più volte di fare ottimi pranzi in queste città molto turistiche mangiando nei tipici negozi alimentari. Avete capito bene! I piccoli supermercati offrono una grandissima varietà di prodotti, molti di essi tipici del luogo. Ho mangiato dei panini meravigliosi assaggiando formaggi tipici, pomodori secchi, verdure sott’olio spendendo pochi euro. Se poi siete in cerca anche di un posto con una bella vista dove godervi il vostro pasto in costiera amalfitana avete solo l’imbarazzo della scelta.

Per quanto riguarda invece pasti più sostanziosi vi consiglio di allontanarvi dai centri più turistici. State solo attenti a non fermarvi in questi bar/ristoranti al centro di Amalfi o Positano fatti a posta per attirare “turisti ingenui”. La qualità dei piatti non sarà eccellente e il prezzo sicuramente eccessivo. Ho mangiato, invece, una sera dell’ottimo pesce a Vietri in un ristorante di medio alta qualità e ricordo di aver pagato veramente un prezzo onesto.

3. Come muoversi

Questo sarà uno dei tasti dolenti del vostro soggiorno (e del vostro portafogli soprattutto) se non farete molta attenzione. Se volete spendere poco in Costiera Amalfitana quando prenotate il vostro alloggio la prima cosa a cui dovete fare attenzione è che il parcheggio sia incluso e gratuito. A Sorrento, Amalfi, Positano e Ravello i parcheggio arrivano anche a costare 6€ l’ora. Questo vuol dire che veramente rischiate di spendere tutto il vostro budget in parcheggi trascorrendo più di qualche giorno in giro.

Anche la soluzione di avere un auto a disposizione non sembra essere la scelta migliore. Oltre ad essere pericoloso, a causa del traffico e della condizione delle strade strette e piene di curve, si rischia comunque di pagare molto per posteggiarla. Quindi adesso vi starete chiedendo: e quindi, qual’è il tuo consiglio?

Il mio consiglio è molto semplice. Se ne avete la possibilità, andate in macchina, assicuratevi di avere un alloggio con parcheggio gratuito incluso e vicino ad una fermata per i mezzi pubblici. In questo modo avrete la possibilità di muovervi con i mezzi per evitare di avere lo stress di guidare nel traffico nelle ore più caotiche del giorno ed eventualmente di guidare la sera per essere più liberi e meno condizionati dagli orari dei mezzi pubblici. Vi sconsiglio i motorini, sempre per il discorso della pericolosità delle strade, a meno che non siete degli esperti  motociclisti.

Non dimenticate di valutare la possibilità di spostarvi anche via mare con i traghetti. I prezzi sono più alti dei bus ma non avrete il rischio di incontrare traffico. Inoltre non dimenticate che la costiera amalfitana si estende su un territorio molto lungo.

4. Dove alloggiare per spendere poco in Costiera Amalfitana

Per questo aspetto vi consiglio di evitare quando prenotate il vostro alloggio le mete più turistiche e ambite se volete spendere poco in Costiera Amalfitana. Vi consiglio invece Vietri. Non molto centrale ma comunque una cittadina molto carina da visitare sulla costiera, anche se decidete di spendere qui un pomeriggio. Il mare è molto carino e il suo delizioso centro storico vi sorprenderà. I costi sono nettamente inferiori rispetto ad altri centri più turistici.

Se siete un gruppo numeroso sarete sicuramente avvantaggiati se volete limitare i costi per il vostro alloggio. Molti di essi, ad esempio, prenotati su airbnb fanno lo stesso prezzo per una notte, sia se siete in 4 che in 6. Un’altro consiglio che posso darvi è di mettervi in contatto diretto con i vostri host. Di solito sono molto disponibili e propensi a venirvi incontro su ogni vostra richiesta, quindi approfittatene, e godetevi lo spirito di ospitalità campano.

5. Consigli Utili

Viaggiando in costiera amalfitana dovete tenere conto che gli imprevisti potrebbero essere frequenti. Quello che vi posso consigliare quindi è di rimanere sempre molto larghi con gli orari quando organizzate le vostre giornate.

Programmate di visitare Positano Amalfi e Ravello ma non concentratevi troppo su queste città. La costiera offre molto e sono molto le attività e i luoghi nascosti che potete visitare. Io sono rimasto molto sorpreso da questa chiesa Sant’Eustachio.

Un antico rudere di una chiesa arroccato su un promontorio. Vi aspetta una breve camminata in salita piuttosto ripida. Ma lo spettacolo una volta arrivati su è garantito. (foto in basso)

Se siete degli amanti dell’escursionismo e della natura più selvaggia fate Il sentiero degli Dei. Secondo me questo è anche un modo per spendere poco in Costiera Amalfitana. Credo sia anche molto autentico e sono sicuro vivrete un’esperienza indimenticabile in questi luoghi. In questo articolo vi parlo del “Sentiero degli Dei”. Un meraviglioso percorso tra strapiombi rocciosi stradine tortuosamente, uliveti, terrazze di limoni e villaggi arroccati sulle rocce, il tutto sullo sfondo di un mare azzurro scintillante.

Adesso siete pronti per godervi al massimo questo spettacolo della natura che tutto il mondo ci invidia e devo dire in conclusione che nonostante tutto vale la pena venire a godere di questi panorami. Sarà un’esperienza che non dimenticherete troppo facilmente.

Cosa vedere a Pompei – Una fotografia dell’epoca Romana

Come arrivare?

La famosa Pompei si trova a 150 miglia a sud di Roma, non lontana da Napoli. Ti darò dei consigli utili per visitare Pompei questo sito archeologico italiano di enorme importanza. In molti decidono di  unire in un unico viaggio la visita a Pompei e sul Vesuvio, il famoso vulcano che distrusse la città. I collegamenti sono semplici e diretti. Per venire a Pompei puoi arrivare a Napoli con un treno veloce che dista circa 70 minuti da Roma.

Una volta a Napoli, scendi alla stazione Circumvesuviana. Puoi acquistare i biglietti direttamente la per la visita agli Scavi di Pompei. Circa 3 euro il costo del biglietto. Arrivati alla fermata di Pompei Scavi, scendete, uscite dalla stazione, girate a destra e camminate per circa 60 metri fino all’ingresso delle rovine. Decisamente semplice da raggiungere.

Consigli utili per visitare Pompei

L’intero sito è anche molto esposto al sole con zone di ombra limitate, quindi è imperativo portare con te crema solare, un cappello e acqua. Ovviamente se decidete di visitarle nelle stagioni più calde dell’anno. Assicurati quindi di procurarti i rifornimenti nelle numerose aree di ristoro all’esterno prima di entrare nel sito archeologico.

Le strade lungo il sito archeologico sono lastricate con grandi pietre irregolari. Risultano quindi poco pratiche per sedie a rotelle e passeggini.

La storia di Pompei

Dopo avervi dato qualche consiglio su come arrivare a Pompei ti parlerò anche della sua storia e perchè questo luogo è così speciale. Pompei fu originariamente stabilita intorno al VII secolo AC dai popoli Oscan. La città era un centro portuale in posizione privilegiata per il commercio e l’agricoltura. Le prime eruzioni vulcaniche del Vesuvio hanno generato un terreno molto fertile che hanno poi permesso agli abitanti di avere floride coltivazioni di uva e ulivi.

Nel V secolo la città fu conquistata dai Sanniti e in seguito fu conquistata dai Romani. Divenne una colonia romana ufficialmente nell’80 AC chiamata Colonia Veneria Cornelia Pompei. Era un polo commerciale importante per l’impero ma anche rinomata meta turistica per i nobili romani.

La tragedia dell’eruzione

Il 24 agosto del 79 dc il Vesuvio eruttò.

Gli scienziati stimano che 1,5 milioni di tonnellate di cenere e roccia siano sparite dal vulcano ogni secondo.

La nuvola di cenere probabilmente torreggiava per oltre 40 km sopra la montagna. Alcuni abitanti riuscirono a fuggire, ma per la maggior parte la tragedia fu fatale.

Le stime ci dicono che oltre 16.000 persone persero la vita. Oltre a Pompei furono investite dalla tragedia anche le città limitrofe al vulcano come Ercolano.

Oggi il Monte Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale ed è considerato uno dei vulcani più pericolosi del mondo.

Questa immane tragedia ci ha lasciato un patrimonio inestimabile. Come il Vesuvio ha distrutto Pompei allo stesso modo ha anche preservato un’immagine dell’epoca romana.

Questo perchè la città fino al I sec DC aveva un ruolo centrale per la società del tempo. Se avessi vissuto in questa epoca, avresti probabilmente sperato incontrare l’imperatore Caligola nella sua villa di lusso oppure avresti potuto fare un giro nei mercati della città o nei moli industriali di Pompei.

Effettivamente visitando questi luoghi non è così difficile immaginarlo, visto quanto questi reperti si siano conservati bene.

La popolazione di Pompei

I suoi abitanti erano un misto di nobili facoltosi, professionisti, commercianti e schiavi.

Dalle iscrizioni sappiamo che in questa città hanno vissuto fornai, mercanti, nobili importanti, politici stimati, raccoglitori di uva, prostitute e gente appartenente ad ogni tipologia di classe sociale.

La recente decifrazione delle tavolette delle scritture di Ercolano ci suggeriscono che oltre la metà della sua popolazione era schiava. Questo ci rivela la natura abbastanza ingiusta della società romana.

Le pendici del Vesuvio erano conosciute per i suoi terreni fertili e il vino di Pompei era tra le più importanti merci di esportazione del territorio. Sono stati addirittura rinvenuti dei barattoli di vino pompeiano giunti fino in Inghilterra.

I giorni prima dell’eruzione

Purtroppo, quello che ci risulta dalle ricostruzioni, è che la popolazione era totalmente ignara del pericolo che stavano correndo. La città era stata gravemente danneggiata da devastanti terremoti 15 anni prima dell’eruzione. Nessuno però aveva mai ipotizzato una connessione tra questi due fenomeni naturali. La popolazione di Pompei infatti, pensava che non ci fosse nulla da temere alle pendici del vulcano.

La scienza romana, ancora non sapeva che i terremoti potessero essere dei segnali di imminenti eruzioni.

Le testimonianze dei giorni precedenti all’eruzione ci arrivano da un facoltoso romano chiamato Plinio il Giovane. Plinio scrisse, infatti, che nei giorni precedenti all’eruzione vi furono diversi terremoti.

Anche quando videro per la prima volta il fumo che saliva dalla cima della montagna, non avevano ancora idea di cosa sarebbe successo. Non riuscivano a immaginare le dimensioni della tragedia che da li a poco si sarebbe consumata.

Perché Pompei è così importante?

Pompei è una città importante in quanto ci ha dato una quantità incredibile di informazioni sulla civiltà romana antica.

I siti storici di tutto il mondo hanno spesso diversi strati che raccontano del loro passato antico. Le città spesso si basano sui resti di vecchie case o muri. Questo ci ha dato informazioni sulle varie epoche a seconda degli strati.

Spesso però, nelle antiche città romane ritrovate, i materiali da costruzione hanno subito cambiamenti nel tempo. Spesso la costruzione dei nuovi edifici nel tempo, distrugge oggetti più antichi. Questo ha causato in molti casi la perdita di alcune informazioni importanti per la ricostruzione storica.

 

Lo stato di conservazione dei reperti a Pompei

A differenza degli altri siti storici, le aree sepolte dal Vesuvio con la lava e i materiali vulcanici hanno fatto in modo di conservare in stato quasi intatto le città.

Scavando, con gli anni, siamo riusciti a ricostruire informazioni che mai era stato possibile avere in altri scavi. Pompei rispetto alle altre città ricoperte dalla lava è la più facile da scavare. Questo per due motivi. Il primo è che l’avanzamento degli scavi non necessita la distruzione di edifici moderni esistenti, essendo in una zona abbastanza isolata. Il secondo motivo è che la composizione del materiale vulcanico che si è posato su Pompei per differenti processi chimici risulta più friabile e quindi facilmente removibile rispetto ad altre aree.

Ercolano, ad esempio, è una città vicina a Pompei. Anche essa ci ha restituito un incredibile quantità di informazioni preziose risalenti all’epoca romana. Ma è rimasta sepolta sotto 20 metri di materiali vulcanici molto difficili da rimuovere.

Pompei invece ha 6 metri di materiali e più friabili. Da questa città sono stati portati alla luce mosaici, affreschi, scritte murali e elementi architettonici di Edifici. Alcuni di essi sono stati portati alla luce in perfetto stato di conservazione. Molti di essi sono conservati ed esposti nei musei.

Lo splendore di Pompei

La città di Pompei era una ambita meta di vacanze per i romani. Si stima che tra le 10.000 e le 20.000 persone vivessero in questa località. Un numero elevato considerando il periodo storico. Molti ricchi romani avevano case vacanza a Pompei e soggiornavano la solo durante i caldi mesi estivi.

Pompei era una tipica città romana. Su un lato della città c’era il foro dove si svolgevano gran parte degli affari della città. C’erano anche i templi dedicati a Venere, Giove e Apollo.

Un acquedotto portava l’acqua nella città per essere utilizzata nei bagni pubblici e nelle fontane.

I ricchi avevano persino acqua corrente nelle loro case.

Il popolo di Pompei era dedito ai divertiti. Nella città sorgeva un grande anfiteatro che poteva ospitare circa 20.000 persone per giochi dei gladiatori. C’erano anche diversi teatri dedicati alle rappresentazioni teatrali, celebrazioni religiose e concerti musicali.

La giornata tipica dei Pompeiani

Gli scavi archeologici di Pompei ci hanno lasciato un’eccezionale fonte di informazioni sulla vita quotidiana degli abitanti di Pompei e dell’Impero Romano sotto il dominio dell’imperatore Tito.

Gli storici hanno scritto della vita quotidiana in epoca romana come una routine che non era diversa da quella dei nostri nonni. La vita era fatta di azioni semplici e lontana dalla nostra vita stressante e frenetica.

Lo stile di vita dei Pompeiani

Poiché non c’era elettricità, la gente doveva vivere secondo i “ritmi” del sole. Si alzavano molto presto al mattino per iniziare il loro lavoro. Solo poche case avevano acqua corrente, quindi molti cittadini dovevano andare a prendere l’acqua nelle fontane pubbliche.

L’acqua era un bene molto prezioso, questo è il motivo per cui veniva usata con grande parsimonia.

Per la loro cura personale e per lavarsi, i Romani andavano alle terme. Per colazione, mangiavano pane e formaggio, magari con verdura o altro. I negozi del barbiere si aprivano all’alba: questi negozi erano anche un posto dove chiacchierare e rilassarsi.

Questo era il momento della giornata dedicato al relax. A volte i ricchi nobili offrivano alla città un’esibizione di gladiatori e così la gente andava all’anfiteatro.

Questo era uno show molto crudele e violento: non avremmo modo di apprezzarlo oggi. Alcuni studiosi considerano lo spettacolo dei gladiatori e le loro esibizioni come le partite di calcio di oggi.

I bagni termali di Pompei

Erano economici e anche gli schiavi potevano usarli. Questo era il modo migliore per permettere a tutti di lavarsi, in un periodo durante il quale pochissime case erano fornite di acqua corrente. L’aspettativa di vita media durante questo periodo era circa di 35 anni.

I romani non potevano sapere che la scoperta più importante per la salute umana era l’igiene.

Oggi non riusciamo a capire perché siano passati dall’acqua calda all’acqua fredda. Ma i bagni termali non erano solo considerati come moderne beauty spa. Erano anche il luogo dove si discuteva di affari e politica. Le persone si dedicavano anche all’attività fisica in queste strutture. Famoso il detto romano: “mens sana in corpore sano”.

 

Poco prima del tramonto i romani si dedicavano alla cena. Mangiavano olive e uova per chi poteva permetterselo o anche pesce, carne e dolci. Dopo il tramonto non avevano molte possibilità di intrattenimento. Le strade non erano un posto sicuro. Per questo si andava a letto presto.

L’Anfiteatro di Pompei è più antico del Colosseo a Roma

L’Anfiteatro di Pompei è il più antico anfiteatro in pietra secondo i ritrovamenti fino a oggi.

Infatti il primo anfiteatro in pietra fu costruito a Pompei intorno al 70 AC ed è di forma ovale, con sedili a gradini disposti lungo la circonferenza. Il terreno scavato per l’arena è stato inclinato per formare i posti a sedere, stabilizzato a sud e ad est dalle mura della città.

Il Colosseo, è stato costruito più di un secolo e mezzo dopo e non c’è una struttura sotterranea sotto l’arena a differenza di questo a Pompei. L’iscrizione in uno degli ingressi ci fa capire che questa struttura fosse conosciuta con la parola di Spectacula; il termine Amphitheatrum è entrato in uso successivamente solo ai tempi di Augusto.

 

Lo struttura dell’Anfiteatro

L’anfiteatro era situato nella parte orientale della città, posizionato contro il terrapieno che riempiva l’angolo delle mura della città. È visibile anche una parte delle strutture che sorreggono le tende per proteggere gli spettatori dal sole. Le scalinate erano divise in aree a seconda della classe sociale del pubblico. Ad esempio avresti avuto il tuo posto riservato se avessi fatto parte dell’aristocrazia Pompeiana.

Gli scavi di Pompei

La città di Pompei fu sepolta e persa per molti anni. La gente l’aveva totalmente dimenticata.

Tutto questo fino al 1700 quando gli archeologi iniziarono a scoprire la città. Hanno trovato qualcosa di incredibile.

Gran parte della città è rimasta conservata sotto le ceneri. Edifici, dipinti, case e laboratori che non sarebbero mai sopravvissuti in tutti questi anni se non fossero rimasti sotto il materiale vulcanico. Questo è il motivo per cui gran parte di ciò che sappiamo sulla vita quotidiana nell’Impero Romano viene proprio da Pompei.

Da quando fu scoperta nel 1748, si è iniziato a scavare. Ormai gli scavi durano da oltre 250 anni. Come puoi immaginare le informazioni che si sono riuscite a reperire sono innumerevoli.

Questo oggi ci permette anche  di raccontare “una storia nella storia”.

Per farti capire come sono cambiati i tempi dal 1819 quando iniziarono gli scavi ti racconterò un piccolo aneddoto. Quando il Re Francesco I di Napoli visitò la prima mostra di Pompei con sua moglie e sua figlia, fu così imbarazzato dalle opere d’arte erotiche che decise rinchiuderle in un’area segreta, accessibile solo a “persone di età matura e morale rispettata“.

Nei secoli si sono anche succedete nuove tecniche di scavo e conservazione dei reperti.

In alcuni casi, per i primi reperti rinvenuti, si sono anche causati danni irreversibili. Questo è dovuto alla non conoscenza delle tecniche di conservazione e recupero delle opere antiche. Per alcuni oggetti infatti si è gravemente compromessa la loro conservazione nel tempo.

Studiosi di tutto il mondo sono arrivati a Pompei per osservare e contribuire alla scoperta delle informazioni per ricostruire la vita durante queste epoche lontane.

Le nuove frontiere dell’archeologia

Tra gli studi più interessanti che si stanno portando avanti c’è quella della rigenerazione della biodiversità dell’epoca romana. Attraverso i ritrovamenti dei semi e del DNA dei vegetali si sta cercando di ricostruire la biodiversità dei giardini delle antiche ville pompeiane. Questo è un’altro dei tanti spettacoli che abbiamo la possibilità di ammirare a Pompei.

Gli studi più recenti hanno quindi dimostrato che nella città c’era una grande varietà di alberi, fiori ed erbe. È stato stimato che almeno un quinto dell’intera città era spazio dedicato al verde.

In un’area del sito archeologico si sta anche coltivando un vigneto cercando di ottenere le caratteristiche del frutto dell’epoca. Il vino inoltre è realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa.

Ogni anno quindi si produce il pregiatissimo vino Villa dei Misteri. Questa è la villa antica dove vengono portati avanti questi studi. Se sei un appassionato ti posso dare anche qualche informazioni in più:

Vino Villa dei Misteri – Vino Rosso IGT
Prezzo: €80,00/€250,00
VIGNETO: In conduzione all’interno degli Scavi archeologici di Pompei
TERRENO: Vulcanico, sciolto, ricco di elementi minerali e lapilli

Gli ultimi scavi rinvenuti a Pompei

La quantità di reperti che si è trovato in questa area è enorme. Spesso sentiamo notizie di nuovi ritrovamenti in questo sito archeologico che a quanto pare ha ancora molto da nascondere.

La notizia è sempre eclatante perché in tutti i casi i ritrovamenti sono rinvenuti in perfetto stato di conservazione tra gli ultimi abbiamo “il primo calco di un cavallo con gli scavi di una villa suburbana” (fonte foto).

E ancora un’altro importantissimo reperto magnificamente conservato.

Il ritratto di Leda, la bellissima regina di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove, il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno. (fonte)

 

 

 

Scavi archeologici di Ercolano

Scavi archeologici di Ercolano e come visitarli gratis

Ercolano e il mito di Ercole

Ercolano fu in particolare una delle città romane distrutte dalla devastante eruzione del Vesuvio del 79 d.c. La leggenda narra che fu Ercole a fondare la città du cui poi ha preso il nome.

Sono molti infatti all’interno della città e delle Domus le opere d’arte che celebrano il suo mito.

Tutta l’area che circondava il Vulcano fu travolta da un enorme nuvola di gas tossici e materiali vulcanici. L’evento fu tra i più terribili fenomeni vulcanici a cui il genere umano abbia mai assistito.

La mia visita continua anche nella città di Pompei.

La devastazione dell’eruzione

Plinio il Vecchio, uno scrittore dell’epoca romana descrive l’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. Salpò dalla città di Miseno per osservare l’evento da più vicino. Morirà poco dopo l’evento, forse anche intossicato dalle esalazioni dell’eruzione. Questo è quello che scrive:

Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio [….] Dopo non molto quella nube si abbassò verso terra e coprì il mare[…]. Scese la notte, non come quando non v’è luna o il cielo è nuvoloso, ma come quando ci si trova in un locale chiuso a lumi spenti. 
Udivi i gemiti delle donne, i gridi dei fanciulli, il clamore degli uomini: gli uni cercavano a gran voce i genitori, altri i figli, altri i consorti, li riconoscevan dalle voci; chi commiserava la propria sorte, chi quella dei propri cari: ve n’erano che per timore della morte invocavano la morte.

[Plinio il Vecchio 79 D.C.]

Questa foto è stata scattata in alcune stanze a ridosso del porto della città. Probabilmente gli abitanti della città per scampare alla furia del vulcano si rifugiarono in questi cunicoli, alcuni forse, attendevano di mettersi in salvo via mare. Nessuno di loro si salvò, neanche coloro che riuscirono a salpare dal porto.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’area fu investita da una nuvola di materiale vulcanico e gas tossico ad una temperatura altissima. Si pensa che la temperatura si aggirasse intorno ai 400°C.

Questo fa pensare che la morte per gli abitanti della città fu instantanea. Non ebbero neanche il tempo di provare dolore.

Perché tutto si è mantenuto così bene?

Ercolano rimase seppellita per molti anni da materiale piroclastico per un altezza media di circa 16 metri. Questo ha permesso la conservazione. Di conseguenza oggi abbiamo la possibilità di visitare una fotografia quasi intatta del periodo romano, unica al mondo.

Una fotografia fedele del passato

Durante gli scavi sono stati anche trovati oggetti di materiale organico di assoluta rarità come vegetali, stoffe, arredi e parti strutturali in legno, imbarcazioni e molti altri.

Furono anche trovati edifici con il secondo piano in piedi. Questo ci ha permesso di avere un idea precisa di quella che poteva essere la tecnica utilizzata per costruire gli edifici in epoca romana.

La differenza tra Ercolano e Pompei

Le due città furono coinvolte dal fenomeno vulcanico in due differenti modalità. La città di Pompei fu sepolta da ceneri e lapilli, invece Ercolano su investita da una colata di fango vulcanico alta quasi venticinque metri.

Questo ha determinato una migliore conservazione dei reperti. Di contro, si evidenzia una maggiore difficoltà nella fase di scavo per riportare alla luce questi reperti. Della città di Ercolano, a oggi, è stato riportato alla luce solo una piccola parte rispetto all’intera superficie della città originale. Parliamo di 4 ettari su almeno 20 della città originale.

La problematica non è solo legata al fatto che il materiale è difficile da rimuovere, ma anche al fatto che su questi scavi c’è la città tutt’ora abitata.

Le Domus Romane di Ercolano

La bellezze di alcune ville della città dimostrano che Ercolano era anche usata in particolare come luogo di villeggiatura per i ricchi signori della Roma Antica. Molte le Domus ornate di meravigliosi affreschi. In molti casi quindi si è mantenuto anche il materiale organico che di conseguenza ci ha permesso di capire come erano disposte le travi portanti degli edifici. Questo ci ha anche aiutato a capire come veniva concepita l’architettura di quel periodo storico.

Come visitare gli scavi di Ercolano gratis

Gli scavi archeologici di Ercolano rientrano nell’iniziativa del ministero dei beni culturali con la quale sarà possibile avere l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.

Dovrete ovviamente fare i conti con il fatto che ci sono moltissimi turisti. Alcune Domus hanno un accesso limitato per numero massimo di persone. Questo viene fatto ovviamente per proteggere le opere. Quindi rischiate di passare molto tempo in fila.

Come arrivare?

Vi spiego meglio come poter raggiungere il sito archeologico.

Con il treno: Circumvesuviana Napoli-Sorrento/Poggiomarino/Torre Annunziata [Fermata/stop Ercolano Scavi]
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno [Uscita Ercolano]

Prezzo biglietto validità un giorno: €11.00 Intero€5.50 Ridotto (fino 18-25 anni per i cittadini UE)
Gratuito per minori di 18 anni.

Per acquistare i biglietti online sul sito di Ticketone.

Perché andare a visitare Ercolano

Difficilmente troverete nel mondo un reperto storico risalente all’epoca romana così ben mantenuto. Vi capiterà spesso camminando per queste strade di sentire emozioni contrastanti. Da una parte la gioia e lo stupore di vedere come vivesse una popolazione così lontana dalla nostra. Capire le loro abitudini i loro costumi le curiosità.

Dall’altra vi capiterà spesso di rendervi anche conto di quanto quell’evento sia stato devastante per queste popolazioni.

Mai nessuna catastrofe ha procurato ai posteri tanta gioia come quella che seppellì queste città vesuviane.
[Johann Wolfgang Goethe]

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