Come arrivare?

La famosa Pompei si trova a 150 miglia a sud di Roma, non lontana da Napoli. Ti darò dei consigli utili per visitare Pompei questo sito archeologico italiano di enorme importanza. In molti decidono di  unire in un unico viaggio la visita a Pompei e sul Vesuvio, il famoso vulcano che distrusse la città. I collegamenti sono semplici e diretti. Per venire a Pompei puoi arrivare a Napoli con un treno veloce che dista circa 70 minuti da Roma.

Una volta a Napoli, scendi alla stazione Circumvesuviana. Puoi acquistare i biglietti direttamente la per la visita agli Scavi di Pompei. Circa 3 euro il costo del biglietto. Arrivati alla fermata di Pompei Scavi, scendete, uscite dalla stazione, girate a destra e camminate per circa 60 metri fino all’ingresso delle rovine. Decisamente semplice da raggiungere.

Consigli utili per visitare Pompei

L’intero sito è anche molto esposto al sole con zone di ombra limitate, quindi è imperativo portare con te crema solare, un cappello e acqua. Ovviamente se decidete di visitarle nelle stagioni più calde dell’anno. Assicurati quindi di procurarti i rifornimenti nelle numerose aree di ristoro all’esterno prima di entrare nel sito archeologico.

Le strade lungo il sito archeologico sono lastricate con grandi pietre irregolari. Risultano quindi poco pratiche per sedie a rotelle e passeggini.

La storia di Pompei

Dopo avervi dato qualche consiglio su come arrivare a Pompei ti parlerò anche della sua storia e perchè questo luogo è così speciale. Pompei fu originariamente stabilita intorno al VII secolo AC dai popoli Oscan. La città era un centro portuale in posizione privilegiata per il commercio e l’agricoltura. Le prime eruzioni vulcaniche del Vesuvio hanno generato un terreno molto fertile che hanno poi permesso agli abitanti di avere floride coltivazioni di uva e ulivi.

Nel V secolo la città fu conquistata dai Sanniti e in seguito fu conquistata dai Romani. Divenne una colonia romana ufficialmente nell’80 AC chiamata Colonia Veneria Cornelia Pompei. Era un polo commerciale importante per l’impero ma anche rinomata meta turistica per i nobili romani.

La tragedia dell’eruzione

Il 24 agosto del 79 dc il Vesuvio eruttò.

Gli scienziati stimano che 1,5 milioni di tonnellate di cenere e roccia siano sparite dal vulcano ogni secondo.

La nuvola di cenere probabilmente torreggiava per oltre 40 km sopra la montagna. Alcuni abitanti riuscirono a fuggire, ma per la maggior parte la tragedia fu fatale.

Le stime ci dicono che oltre 16.000 persone persero la vita. Oltre a Pompei furono investite dalla tragedia anche le città limitrofe al vulcano come Ercolano.

Oggi il Monte Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale ed è considerato uno dei vulcani più pericolosi del mondo.

Questa immane tragedia ci ha lasciato un patrimonio inestimabile. Come il Vesuvio ha distrutto Pompei allo stesso modo ha anche preservato un’immagine dell’epoca romana.

Questo perchè la città fino al I sec DC aveva un ruolo centrale per la società del tempo. Se avessi vissuto in questa epoca, avresti probabilmente sperato incontrare l’imperatore Caligola nella sua villa di lusso oppure avresti potuto fare un giro nei mercati della città o nei moli industriali di Pompei.

Effettivamente visitando questi luoghi non è così difficile immaginarlo, visto quanto questi reperti si siano conservati bene.

La popolazione di Pompei

I suoi abitanti erano un misto di nobili facoltosi, professionisti, commercianti e schiavi.

Dalle iscrizioni sappiamo che in questa città hanno vissuto fornai, mercanti, nobili importanti, politici stimati, raccoglitori di uva, prostitute e gente appartenente ad ogni tipologia di classe sociale.

La recente decifrazione delle tavolette delle scritture di Ercolano ci suggeriscono che oltre la metà della sua popolazione era schiava. Questo ci rivela la natura abbastanza ingiusta della società romana.

Le pendici del Vesuvio erano conosciute per i suoi terreni fertili e il vino di Pompei era tra le più importanti merci di esportazione del territorio. Sono stati addirittura rinvenuti dei barattoli di vino pompeiano giunti fino in Inghilterra.

I giorni prima dell’eruzione

Purtroppo, quello che ci risulta dalle ricostruzioni, è che la popolazione era totalmente ignara del pericolo che stavano correndo. La città era stata gravemente danneggiata da devastanti terremoti 15 anni prima dell’eruzione. Nessuno però aveva mai ipotizzato una connessione tra questi due fenomeni naturali. La popolazione di Pompei infatti, pensava che non ci fosse nulla da temere alle pendici del vulcano.

La scienza romana, ancora non sapeva che i terremoti potessero essere dei segnali di imminenti eruzioni.

Le testimonianze dei giorni precedenti all’eruzione ci arrivano da un facoltoso romano chiamato Plinio il Giovane. Plinio scrisse, infatti, che nei giorni precedenti all’eruzione vi furono diversi terremoti.

Anche quando videro per la prima volta il fumo che saliva dalla cima della montagna, non avevano ancora idea di cosa sarebbe successo. Non riuscivano a immaginare le dimensioni della tragedia che da li a poco si sarebbe consumata.

Perché Pompei è così importante?

Pompei è una città importante in quanto ci ha dato una quantità incredibile di informazioni sulla civiltà romana antica.

I siti storici di tutto il mondo hanno spesso diversi strati che raccontano del loro passato antico. Le città spesso si basano sui resti di vecchie case o muri. Questo ci ha dato informazioni sulle varie epoche a seconda degli strati.

Spesso però, nelle antiche città romane ritrovate, i materiali da costruzione hanno subito cambiamenti nel tempo. Spesso la costruzione dei nuovi edifici nel tempo, distrugge oggetti più antichi. Questo ha causato in molti casi la perdita di alcune informazioni importanti per la ricostruzione storica.

 

Lo stato di conservazione dei reperti a Pompei

A differenza degli altri siti storici, le aree sepolte dal Vesuvio con la lava e i materiali vulcanici hanno fatto in modo di conservare in stato quasi intatto le città.

Scavando, con gli anni, siamo riusciti a ricostruire informazioni che mai era stato possibile avere in altri scavi. Pompei rispetto alle altre città ricoperte dalla lava è la più facile da scavare. Questo per due motivi. Il primo è che l’avanzamento degli scavi non necessita la distruzione di edifici moderni esistenti, essendo in una zona abbastanza isolata. Il secondo motivo è che la composizione del materiale vulcanico che si è posato su Pompei per differenti processi chimici risulta più friabile e quindi facilmente removibile rispetto ad altre aree.

Ercolano, ad esempio, è una città vicina a Pompei. Anche essa ci ha restituito un incredibile quantità di informazioni preziose risalenti all’epoca romana. Ma è rimasta sepolta sotto 20 metri di materiali vulcanici molto difficili da rimuovere.

Pompei invece ha 6 metri di materiali e più friabili. Da questa città sono stati portati alla luce mosaici, affreschi, scritte murali e elementi architettonici di Edifici. Alcuni di essi sono stati portati alla luce in perfetto stato di conservazione. Molti di essi sono conservati ed esposti nei musei.

Lo splendore di Pompei

La città di Pompei era una ambita meta di vacanze per i romani. Si stima che tra le 10.000 e le 20.000 persone vivessero in questa località. Un numero elevato considerando il periodo storico. Molti ricchi romani avevano case vacanza a Pompei e soggiornavano la solo durante i caldi mesi estivi.

Pompei era una tipica città romana. Su un lato della città c’era il foro dove si svolgevano gran parte degli affari della città. C’erano anche i templi dedicati a Venere, Giove e Apollo.

Un acquedotto portava l’acqua nella città per essere utilizzata nei bagni pubblici e nelle fontane.

I ricchi avevano persino acqua corrente nelle loro case.

Il popolo di Pompei era dedito ai divertiti. Nella città sorgeva un grande anfiteatro che poteva ospitare circa 20.000 persone per giochi dei gladiatori. C’erano anche diversi teatri dedicati alle rappresentazioni teatrali, celebrazioni religiose e concerti musicali.

La giornata tipica dei Pompeiani

Gli scavi archeologici di Pompei ci hanno lasciato un’eccezionale fonte di informazioni sulla vita quotidiana degli abitanti di Pompei e dell’Impero Romano sotto il dominio dell’imperatore Tito.

Gli storici hanno scritto della vita quotidiana in epoca romana come una routine che non era diversa da quella dei nostri nonni. La vita era fatta di azioni semplici e lontana dalla nostra vita stressante e frenetica.

Lo stile di vita dei Pompeiani

Poiché non c’era elettricità, la gente doveva vivere secondo i “ritmi” del sole. Si alzavano molto presto al mattino per iniziare il loro lavoro. Solo poche case avevano acqua corrente, quindi molti cittadini dovevano andare a prendere l’acqua nelle fontane pubbliche.

L’acqua era un bene molto prezioso, questo è il motivo per cui veniva usata con grande parsimonia.

Per la loro cura personale e per lavarsi, i Romani andavano alle terme. Per colazione, mangiavano pane e formaggio, magari con verdura o altro. I negozi del barbiere si aprivano all’alba: questi negozi erano anche un posto dove chiacchierare e rilassarsi.

Questo era il momento della giornata dedicato al relax. A volte i ricchi nobili offrivano alla città un’esibizione di gladiatori e così la gente andava all’anfiteatro.

Questo era uno show molto crudele e violento: non avremmo modo di apprezzarlo oggi. Alcuni studiosi considerano lo spettacolo dei gladiatori e le loro esibizioni come le partite di calcio di oggi.

I bagni termali di Pompei

Erano economici e anche gli schiavi potevano usarli. Questo era il modo migliore per permettere a tutti di lavarsi, in un periodo durante il quale pochissime case erano fornite di acqua corrente. L’aspettativa di vita media durante questo periodo era circa di 35 anni.

I romani non potevano sapere che la scoperta più importante per la salute umana era l’igiene.

Oggi non riusciamo a capire perché siano passati dall’acqua calda all’acqua fredda. Ma i bagni termali non erano solo considerati come moderne beauty spa. Erano anche il luogo dove si discuteva di affari e politica. Le persone si dedicavano anche all’attività fisica in queste strutture. Famoso il detto romano: “mens sana in corpore sano”.

 

Poco prima del tramonto i romani si dedicavano alla cena. Mangiavano olive e uova per chi poteva permetterselo o anche pesce, carne e dolci. Dopo il tramonto non avevano molte possibilità di intrattenimento. Le strade non erano un posto sicuro. Per questo si andava a letto presto.

L’Anfiteatro di Pompei è più antico del Colosseo a Roma

L’Anfiteatro di Pompei è il più antico anfiteatro in pietra secondo i ritrovamenti fino a oggi.

Infatti il primo anfiteatro in pietra fu costruito a Pompei intorno al 70 AC ed è di forma ovale, con sedili a gradini disposti lungo la circonferenza. Il terreno scavato per l’arena è stato inclinato per formare i posti a sedere, stabilizzato a sud e ad est dalle mura della città.

Il Colosseo, è stato costruito più di un secolo e mezzo dopo e non c’è una struttura sotterranea sotto l’arena a differenza di questo a Pompei. L’iscrizione in uno degli ingressi ci fa capire che questa struttura fosse conosciuta con la parola di Spectacula; il termine Amphitheatrum è entrato in uso successivamente solo ai tempi di Augusto.

 

Lo struttura dell’Anfiteatro

L’anfiteatro era situato nella parte orientale della città, posizionato contro il terrapieno che riempiva l’angolo delle mura della città. È visibile anche una parte delle strutture che sorreggono le tende per proteggere gli spettatori dal sole. Le scalinate erano divise in aree a seconda della classe sociale del pubblico. Ad esempio avresti avuto il tuo posto riservato se avessi fatto parte dell’aristocrazia Pompeiana.

Gli scavi di Pompei

La città di Pompei fu sepolta e persa per molti anni. La gente l’aveva totalmente dimenticata.

Tutto questo fino al 1700 quando gli archeologi iniziarono a scoprire la città. Hanno trovato qualcosa di incredibile.

Gran parte della città è rimasta conservata sotto le ceneri. Edifici, dipinti, case e laboratori che non sarebbero mai sopravvissuti in tutti questi anni se non fossero rimasti sotto il materiale vulcanico. Questo è il motivo per cui gran parte di ciò che sappiamo sulla vita quotidiana nell’Impero Romano viene proprio da Pompei.

Da quando fu scoperta nel 1748, si è iniziato a scavare. Ormai gli scavi durano da oltre 250 anni. Come puoi immaginare le informazioni che si sono riuscite a reperire sono innumerevoli.

Questo oggi ci permette anche  di raccontare “una storia nella storia”.

Per farti capire come sono cambiati i tempi dal 1819 quando iniziarono gli scavi ti racconterò un piccolo aneddoto. Quando il Re Francesco I di Napoli visitò la prima mostra di Pompei con sua moglie e sua figlia, fu così imbarazzato dalle opere d’arte erotiche che decise rinchiuderle in un’area segreta, accessibile solo a “persone di età matura e morale rispettata“.

Nei secoli si sono anche succedete nuove tecniche di scavo e conservazione dei reperti.

In alcuni casi, per i primi reperti rinvenuti, si sono anche causati danni irreversibili. Questo è dovuto alla non conoscenza delle tecniche di conservazione e recupero delle opere antiche. Per alcuni oggetti infatti si è gravemente compromessa la loro conservazione nel tempo.

Studiosi di tutto il mondo sono arrivati a Pompei per osservare e contribuire alla scoperta delle informazioni per ricostruire la vita durante queste epoche lontane.

Le nuove frontiere dell’archeologia

Tra gli studi più interessanti che si stanno portando avanti c’è quella della rigenerazione della biodiversità dell’epoca romana. Attraverso i ritrovamenti dei semi e del DNA dei vegetali si sta cercando di ricostruire la biodiversità dei giardini delle antiche ville pompeiane. Questo è un’altro dei tanti spettacoli che abbiamo la possibilità di ammirare a Pompei.

Gli studi più recenti hanno quindi dimostrato che nella città c’era una grande varietà di alberi, fiori ed erbe. È stato stimato che almeno un quinto dell’intera città era spazio dedicato al verde.

In un’area del sito archeologico si sta anche coltivando un vigneto cercando di ottenere le caratteristiche del frutto dell’epoca. Il vino inoltre è realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa.

Ogni anno quindi si produce il pregiatissimo vino Villa dei Misteri. Questa è la villa antica dove vengono portati avanti questi studi. Se sei un appassionato ti posso dare anche qualche informazioni in più:

Vino Villa dei Misteri – Vino Rosso IGT
Prezzo: €80,00/€250,00
VIGNETO: In conduzione all’interno degli Scavi archeologici di Pompei
TERRENO: Vulcanico, sciolto, ricco di elementi minerali e lapilli

Gli ultimi scavi rinvenuti a Pompei

La quantità di reperti che si è trovato in questa area è enorme. Spesso sentiamo notizie di nuovi ritrovamenti in questo sito archeologico che a quanto pare ha ancora molto da nascondere.

La notizia è sempre eclatante perché in tutti i casi i ritrovamenti sono rinvenuti in perfetto stato di conservazione tra gli ultimi abbiamo “il primo calco di un cavallo con gli scavi di una villa suburbana” (fonte foto).

E ancora un’altro importantissimo reperto magnificamente conservato.

Il ritratto di Leda, la bellissima regina di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove, il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno. (fonte)

 

 

 

Author

Luca De Angelis

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