Christiania è la terra dei coloni. È l’opportunità grande di costruire una società da zero – pur continuando a incorporare le costruzioni rimanenti “…” Sì, per coloro che sentono il battito del cuore dei pionieri non ci può essere alcun dubbio sullo scopo di Christiania. È la parte della città che ci è stata tenuta segreta, ma non di più.”

– Jacob Ludvigsen

La città libera e indipendente di Christiania o conosciuta anche come “Freetown Christiania” si trova nella zona di Christianshavn e si può arrivare con la metropolitana, l’autobus o in bicicletta. Mi piace molto camminare e perdersi nelle città. Questo è quello che ho fatto anche a Copenhagen. Una delle prime cose che volevo visitare era proprio Christiania e camminando dal centro sono arrivato fino a qui.

La città in questa area è particolarmente silenziosa. Sono entrato da un’entrata non principale dopo una lunga camminata lungo uno dei canali che delimitano la città.

Non puoi non accorgerti che stai entrando a Christiania anche come nel mio caso che non sono entrato dall’entrata principale dove c’è un grande ingresso con una scritta. Non sei più in una città tradizionale come oggi siamo abituati a vedere. All’interno del distretto ci sono molte attività che puoi fare come prendere un caffè o una cioccolata calda. All’interno trovi bar e ristoranti e in alcuni di essi è anche permesso fumare all’interno. Ci sono anche molti shop caratteristici, dove sarà carino comprare dei souvenir.

L’arte e l’architettura di Christiania

Riesci a sentire il rumore delle bici, qualche chiacchiera o risata delle persone e i gabbiani. Questi sono gli unici suoni che si riescono a sentire e in alcuni vicoli sembra di essere finiti in un paese delle fiabe. Il contrasto è molto forte a livello architettonico tra la modernità delle case di Copenhagen e le case di Christiania. Le case non seguono un ordine. Sono disposte in modo non regolare. Le strade non sono battute e si nota che non c’è una manutenzione regolare.

Ciò che fa da argine delle strade sono spesso le cianfrusaglie che gli abitanti di questa città mettono per strada oppure la legna accatastata che si usa per riscaldare queste case. La maggior parte di queste case, nonostante in alcuni casi possono sembrare abbondante, sono abitate. La dimostrazione sono il fumo che esce da alcuni camini, oppure le ombre che si intravedono dalle finestre.

Il contrasto di emozioni che si avverte camminando per queste strade è forte e difficile da spiegare. Sembra di essere in un posto abbandonato ma nello stesso tempo molto vissuto. I colori e l’arte eccentrica fatta con qualsiasi oggetto sono i protagonisti di questi incantevoli vicoli.

Le origini di Christiania

La città di Christiania era un ex caserma militare “Bådsmandsstræde“. Un’area che per anni ha contribuito alla difesa della città durante i vari assedi. A seconda del periodo storico e delle esigenze la fortezza ha subito molte modifiche strutturali. L’ultimo sito militare operativo fu tra il 1946 al 1950.

Dopo che l’area fu abbandonata dai militari rimase sorvegliata solo da alcuni guardiani e fu soggetta a occupazione sporadica di senzatetto che utilizzavano gli edifici vuoti per vivere.

Il 4 settembre 1971, gli abitanti del quartiere circostante ruppero il recinto per occupare parte dell’area utilizzata come parco giochi per i loro bambini. All’epoca c’erano molte proteste a causa del costo troppo alto degli alloggi a Copenhagen.

Proclamazione “La città libera e indipendente di Christiania”

Il 26 settembre 1971, Christiania fu dichiarata aperta da Jacob Ludvigsen. Christiania all’inizio era l’opportunità di costruire una società libera da zero – pur continuando a incorporare le costruzioni rimanenti. Lo spirito di Christiania si sviluppò rapidamente in uno dei movimenti hippy, il movimento squatter, il collettivismo e l’anarchismo, in contrasto con il precedente uso militare del sito.

Alcune strade sono dissestate, tutti gli elementi presenti nella città non seguono un ordine. Si avverte un’anarchia nella disposizione, ma non c’è disagio, piuttosto trovo il posto molto incantevole. Infatti a oggi circa 900 persone vivono nell’area, e la comunità ha le sue regole e si organizzano riunioni per prendere delle decisioni.

La vendita libera della droga

L’uso di droghe è illegale in Danimarca. Tuttavia all’interno della Christiania, in particolare a “pusher street”, trovate bancarelle di cannabis con biscotti spaziali o hashish venduta in tutte le forme. I turisti che entrano a Christiania possono comprare erba e consumarla all’interno della città. Mentre stai camminando probabilmente sentirai anche dei sussurri di gente che ti offre diversi tipi di droghe.

Le evoluzioni su questo argomento sono state molte. La vendita di droghe leggere ha spesso favorito la diffusione e l’uso anche di droghe pesanti. La città è stata anche protagonista di episodi di criminalità o di omicidi in seguito a questo.

Non ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentito poco sicuro, ma posso anche dire che non ho avuto la sensazione di sentirmi nel posto più sicuro al mondo.

Diciamo che gli abitanti della città sembrano molto cortesi e tranquilli ma ci sono delle regole da rispettare. Ci si può divertire ma non bisogna correre o provocare il panico. Le foto non sono ammesse. Ci sono delle aree in cui le foto sono permesse ma si deve chiedere sempre il permesso e poi, io credo anche che immancabile sia anche in buon senso in generale. Questo non solo a Christiania!

Io giravo tranquillamente con la camera al collo e con discrezione ho scattato le foto che vedete. Tutti mi guardavano un po con sospetto ma nessuno mi ha detto nulla. Ovviamente non è stato possibile fare le foto alle bancarelle che vendevano ogni tipo di droga.

Come comportarsi a Christiania

Se siete delle persone curiose posto va assolutamente visitato ma vi consiglio anche di essere rispettosi delle regole e degli abitanti che vivono in questa area.

Per i turisti credo ci sia una sorta di indifferenza. Da un lato non credo faccia piacere in ogni caso avere gente che ti entra praticamente in casa solo perchè hai scelto di vivere in un modo “non ordinario“. Dall’altro il turista porta la “grana”, quindi si avverte dagli abitanti questa sorta di contrasto.La canzone di protesta del 1976 “I kan ikke slå os ihjel” (tradotto: “Non puoi ucciderci”), scritta da Tom Lunden del gruppo rock dei flower power Bifrost, divenne l’inno non ufficiale di Christiania.

Author

Luca De Angelis

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